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Pisa, Porto: 11 milioni non arrivano e Italia Finance di Pellino sparisce

PISA — Alla scadenza del closing non c’è traccia del bonifico da oltre 11 milioni di euro che doveva chiudere l’acquisto dei posti barca ancora invenduti del Porto di Pisa. Secondo La Nazione, Italia Finance srl — la società riconducibile a Gianluca Pellino — aveva versato una caparra del 10% (circa 1,25 milioni) ma ieri, giorno limite dell’operazione, il saldo non è mai arrivato.

In gioco restano 217 posti barca, più 259 posti auto e 3 box a Marina di Pisa, nell’ambito della procedura concorsuale di Boccadarno spa. L’offerta era stata accettata dal Tribunale quando la società risultava ancora in bonis; poco dopo Italia Finance era finita in liquidazione giudiziale a Roma per un debito intorno ai 500 mila euro — un passaggio che a Pisa, scrive il quotidiano, era rimasto in secondo piano.

Ieri pomeriggio in Tribunale, intorno alle 13 e anche nelle ore successive, del bonifico atteso non c’era alcuna evidenza. Il tempo formale scadeva a mezzanotte, ma un’operazione di questo peso raramente si chiude all’ultimo minuto. Ora la palla torna al giudice delegato Marco Zinna e alla commissaria Francesca Cavaliere: tra le opzioni sul tavolo, ripescare acquirenti per singoli lotti oppure una nuova asta a lotto unico a un prezzo ulteriormente ribassato.

Solo a inizio agosto Pellino aveva dichiarato a La Nazione di voler investire nel Porto di Pisa per garantirne la continuità gestionale. Quei propositi, al momento del closing, non si sono tradotti nel bonifico decisivo. Il porto resta con i posti barca invenduti e con un’incognita commerciale che torna interamente nelle mani del Tribunale.

Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa

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Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso all'Arno e la vita universitaria intorno a piazza dei Miracoli. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.

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