
PISA — Una nuova lettera arriva dal carcere Don Bosco: «Topi, blatte e cimici nei letti. Pavimenti e docce non igienizzati. E wc posti vicino ai letti e al cucinotto nelle celle dove vengono preparati e consumati i pasti». A firmare la denuncia è la sorella di un detenuto con un quadro clinico complesso, assegnato al centro clinico dell’istituto penitenziario. Il testo è stato inviato a La Nazione.
Secondo quanto riferito dalla donna — e come emergerebbe anche dai rapporti di Antigone sulle carceri toscane — oltre a un’infestazione di scarafaggi e ratti resterebbero umidità, muffa e mancata manutenzione degli impianti idrici, con il rischio di infezioni (tra cui la Legionella). Condizioni pericolose per tutti, «potenzialmente letali» per soggetti fragili come il fratello.
«Sono andata a fargli visita e ho pianto tutta la mattina, ma poi mi sono detta: devi reagire, e non solo per lui», racconta. Nonostante l’assegnazione al centro clinico, l’uomo starebbe in cella con altre tre persone, mentre la valutazione clinica indicherebbe una cella singola. «Da quanto sta male, mio fratello non vuole nemmeno alzarsi da letto per non vedere dove si trova».
La sorella ha fatto appello alla garante delle persone detenute, Valentina Abu Awwad, che in queste ore si è attivata. Restano sul tavolo igiene, sovraffollamento delle celle cliniche e tutela dei detenuti più vulnerabili.
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