
Viareggio, ancora una volta. Per la seconda volta in pochi mesi la sindaca Sara Grilli è finita nel mirino di un commento sessista pubblicato su Facebook da un profilo che si nasconde dietro un nickname falso. E per la seconda volta la prima cittadina ha scelto di non lasciar correre, rispondendo pubblicamente dalla sua pagina social.
Lo stesso copione di aprile
Il precedente risale ad aprile, nel pieno della campagna elettorale. Anche allora l’attacco era arrivato via social e da un account anonimo, e Grilli aveva incassato la solidarietà delle altre due candidate alla guida della città, Federica Maineri e Marialina Marcucci. Da allora molto è cambiato: Grilli è stata eletta e guida Palazzo comunale ormai da alcuni mesi. Il metodo degli haters, invece, è rimasto identico.
Secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, il nuovo commento insinua che la sindaca non abbia raggiunto il suo ruolo grazie al proprio lavoro o al voto dei cittadini, ma per via di presunte relazioni personali.
La replica: «Non è normale»
«Chi ricopre un ruolo pubblico deve saper affrontare le critiche e rispondere delle proprie scelte», premette Grilli. Quello che non accetta, scrive, è che per colpire una donna si ricorra ancora «all’insinuazione più vecchia e squallida». E punta il dito contro l’anonimato: «È ancora più facile farlo trincerandosi dietro un nickname, senza neppure avere il coraggio di mettere il proprio nome e cognome accanto a parole tanto pesanti».
La sindaca rivendica poi il risultato delle urne: «Sono stata eletta sindaca di Viareggio dai cittadini. Prima donna nella storia della città a ricoprire questo incarico». Proprio per questo, aggiunge, colpisce ancora di più vedere «quanto sia duro a morire un certo modo di giudicare le donne». Un attacco che, assicura, non la intimidisce né la ferma, ma che non intende far passare come qualcosa di normale.
«Rispondo ai viareggini a viso aperto»
Il messaggio finale è un invito a riportare lo scontro sul terreno politico: «Criticatemi per quello che faccio. Contestate le mie scelte. Della mia vita privata non devo certo rendere conto a un profilo social, per di più anonimo. Del mio operato da sindaca, invece, rispondo ogni giorno ai viareggini, a viso aperto e mettendoci nome, cognome e responsabilità».
Una linea che Grilli aveva già tracciato dopo il primo episodio, quando aveva ricordato che le offese sessiste «non sono battute, non sono folklore, non sono parte del gioco», ma una forma di violenza verbale che tenta di ridurre le donne al silenzio.
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