
VIAREGGIO — La violenza sessuale «prescinde dal tempo». È il passaggio decisivo delle motivazioni con cui la Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a un anno e due mesi di reclusione per l’ex sindacalista che nel 2018 aveva molestato una hostess all’aeroporto di Malpensa durante un colloquio. Lo riporta La Nazione nell’edizione di oggi, 9 ottobre.
La vicenda — nota come il «caso dei 30 secondi» — aveva visto sia il Tribunale di Busto Arsizio sia la Corte d’Appello assolvere l’imputato: secondo quelle letture la condotta sarebbe durata circa 20-30 secondi, un intervallo che «avrebbe consentito alla vittima di potersi dileguare». A ottenere il ribaltamento è stato l’avvocato viareggino Gionata Bonuccelli, che ha assistito la donna dopo che si era rivolta a un punto di ascolto locale.
La seconda sezione penale della Corte, presieduta da Enrico Manzi, ha depositato le motivazioni: la violenza sessuale «non prevede una soglia minima di durata». Se si coglie «di sorpresa la vittima», l’azione rapida integra l’abuso e impedisce di manifestare dissenso. L’«incredulità e il ritardo di pochi secondi nella reazione verbale» non esprimono consenso, ma «difesa passiva» e «disorientamento, del tutto compatibile con il trauma subito».
«Il 10 luglio avevo parlato di sentenza spartiacque — rimarca Bonuccelli — è senza dubbio un provvedimento che ripercorre in modo analitico i due precedenti gradi di giudizio». La Corte conferma la credibilità del racconto della persona offesa, già valutata positivamente in tre precedenti giudizi, e ribadisce che in materia di violenza sessuale il dissenso è presunto: l’autore deve accertarsi di un consenso «libero, attuale, specifico e perdurante», indipendentemente dai famosi trenta secondi «che tanto hanno fatto discutere». «Peccato — conclude il legale — siano stati necessari tre giudizi di merito ed uno di Cassazione, con oltre 6 anni e mezzo di battaglie giudiziarie, per accertarlo».
Fonte: La Nazione (Viareggio), 9 ottobre 2026.
Asia Lamberti
Corrispondente da Viareggio
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