
VIAREGGIO — C’è un uomo che i carabinieri vorrebbero identificare al più presto. Secondo il racconto di una donna, sarebbe entrato nell’ex Macondo e se ne sarebbe andato pochi istanti prima che l’incendio avvolgesse la struttura. È questo il particolare su cui si stanno concentrando le indagini sul rogo che sabato pomeriggio, 10 ottobre, ha devastato lo storico locale della Darsena, chiuso e abbandonato da anni.
La testimone e la pista del dolo
La segnalazione è arrivata da una donna che, accortasi delle fiamme, ha chiamato le forze dell’ordine. Ai militari avrebbe riferito di aver notato un uomo che entrava nell’edificio e poi si allontanava, poco prima che il fuoco iniziasse a propagarsi lungo la struttura in legno. Come riporta Versilia Today, i carabinieri stanno verificando il suo racconto e cercando altri riscontri per dare un nome a quella persona e capire se il suo passaggio abbia qualcosa a che fare con l’incendio.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella dolosa, ma gli investigatori sono cauti: la sola testimonianza non basta per attribuire responsabilità né per affermare che le fiamme siano state appiccate di proposito.
Bivacchi e fornelli: resta aperta l’ipotesi accidentale
Un tempo punto di riferimento della movida viareggina, l’ex Macondo da anni è in stato di abbandono. All’interno, secondo quanto emerso, sarebbero stati trovati segni di bivacchi e attrezzature per cucinare: un riparo di fortuna. Proprio per questo non si esclude la pista accidentale, per esempio un guasto a una bombola o a un fornelletto usato all’interno.
A fare chiarezza sarà la relazione definitiva dei vigili del fuoco, rimasti al lavoro sabato fino a tarda sera e rientrati solo dopo le 22.30. Fino ad allora le indagini procedono su più fronti: verificare la testimonianza e accertare cosa abbia innescato il rogo.
Il nodo degli immobili abbandonati sul litorale
Già sabato, quando il fumo si alzava sopra la Darsena, l’incendio aveva riaperto la questione delle strutture dismesse lungo la costa viareggina e della loro riqualificazione. Ora, con un edificio in rovina diventato rifugio improvvisato e un uomo visto uscire poco prima delle fiamme, quella domanda si fa ancora più urgente.
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