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Raffaella Carrà in ologramma, Angelo Perrone sbotta: «Lasciatela in pace, è solo un modo per fare box office»

Raffaella Carrà torna a far discutere, questa volta in versione ologramma. Il progetto Raffaella Carrà – The Show Must Go On sarà presentato lunedì 28 dicembre all’Atlantico di Roma, a cinque anni dalla scomparsa dell’artista nell’estate del 2021. E tra le reazioni più dure, come riporta Bigodino, c’è quella di Angelo Perrone, suo migliore amico ed ex ufficio stampa.

«Sconcertato, allibito e anche un po’ annoiato»

Perrone non usa giri di parole: «Sono sconcertato, allibito e anche un po’ annoiato ad esser sincero». Secondo lui, da quando Raffaella non c’è più, le iniziative a lei dedicate sono state spesso serate mediocri e musical di dubbio gradimento, e nemmeno in Spagna il risultato avrebbe convinto. Gli omaggi più riusciti, a suo avviso, sono arrivati da Tiziano Ferro, Laura Pausini ed Elodie durante i loro tour.

Il ricordo del Sistina e lo sfogo

L’ex ufficio stampa ripensa al tour dopo Fantastico 3 con Corrado, con il corpo di ballo guidato da Sergio Japino: «Due ore di spettacolo in cui arrivava tutto di lei: la forza, l’energia, il sudore». Poi l’affondo: «Cosa significa, ora, questa rappresentazione finta, fittizia, di una Carrà in ologramma? Ma per favore! Lasciatela in pace. È solo un modo per fare box office, altro che omaggiarla!».

Il musical al Brancaccio e il progetto con Malgioglio

Il mese successivo debutterà al Teatro Brancaccio Raffaella – Il Musical di Luciano Cannito: su questo Perrone sospende il giudizio, pur dicendosi fiducioso nel regista. Si dice invece favorevole alle ristampe degli album storici e annuncia un progetto ideato da lui, a cui lavora con Cristiano Malgioglio e che dovrebbe uscire entro fine anno grazie al discografico Claudio Ferrante.

Aurora Parigi

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Aurora Parigi

È corrispondente da Pratovecchio Stia per altopascio.info. Segue la vita del territorio — scuole, associazioni, amministrazione — con uno sguardo attento al Casentino e i lanifici sull'Arno. Scrive in modo sobrio, da chi il luogo lo frequenta tutti i giorni.

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