
Viareggio — Il murale dedicato a Didala Ghilarducci e a Ciro Bertini, detto Chittò, è stato imbrattato con svastiche. Lo sfregio colpisce un’opera pensata per onorare due partigiani viareggini e, insieme, per cancellare precedenti scritte razziste e simboli nazisti comparsi sulla stessa parete.
Il dipinto si trova sul muro lungo la ferrovia, alle spalle del centro commerciale Burlamacca, nella zona del Varignano. Era stato inaugurato a settembre: titolo «Essere umano – Essere partigiano», firma dell’artista Roberto Diatz (RHD) con Alessandro Giannetti del Cantiere Sociale Versiliese e il coinvolgimento di Ri.Cre.Azione Collettiva.
Dal muro dell’odio a una testimonianza di memoria
La scelta del luogo non era casuale: la parete era già stata segnata da messaggi di intolleranza. Trasformarla in un murale sulla Resistenza voleva essere una risposta civile. Secondo quanto segnalato, le svastiche sono ricomparse proprio su quell’opera, riaprendo una ferita che la comunità aveva cercato di chiudere.
Didala e Chittò, marito e moglie in montagna
Didala Ghilarducci e Ciro Bertini erano marito e moglie. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 scelsero la lotta partigiana e salirono in montagna con il figlio Riccardo, nato da pochi giorni. Chittò fu ucciso dai tedeschi durante la Resistenza; Didala restò un punto di riferimento per la memoria viareggina fino alla scomparsa, nel 2012.
Restano da chiarire chi abbia compiuto lo sfregio e se siano stati avviati accertamenti. Il gesto, oltre al danno all’opera, colpisce il ricordo di chi ha combattuto per la libertà: un patrimonio che la città rivendica come comune, non di parte.
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