
Era convinto di avere davanti il nuovo compagno della sua ex. E, secondo l’accusa, non gli ha lasciato nemmeno il tempo di spiegare chi fosse: pugni al volto, calci all’addome e, per completare il quadro, insulti legati al colore della pelle. Vittima un insegnante di 41 anni, finito al pronto soccorso con le ossa nasali fratturate e una ferita al labbro. Sotto accusa c’è un uomo di 43 anni, accusato di lesioni personali aggravate dalla discriminazione e dall’odio razziale.
Il fatto risale alla fine di marzo 2023 e si è consumato in una frazione del territorio di Capannori. A riportare d’attualità la vicenda, raccontata da Il Tirreno e ripresa da La Nazione, è un nuovo passaggio giudiziario arrivato nei giorni scorsi.
La cena tra colleghi e l’uomo nascosto in giardino
Quella sera il professore era a casa di una collega insieme ad altri docenti, per una cena di lavoro. Finito l’incontro, ognuno si era avviato verso la propria auto, ma l’insegnante si era accorto di aver dimenticato alcuni oggetti personali ed era tornato indietro. Nel frattempo la padrona di casa aveva notato movimenti sospetti in giardino e gli aveva chiesto di trattenersi.
Poco dopo la donna avrebbe scoperto l’ex compagno nascosto dietro un piccolo annesso accanto all’abitazione. Un uomo che, sempre secondo l’accusa, si era già presentato più volte a casa sua senza essere invitato. Spaventata, la professoressa ha chiamato le forze dell’ordine e lo ha accompagnato verso il cancello. È lì che, stando alla ricostruzione, il 43enne l’avrebbe fatta cadere a terra per poi entrare in casa a cercare quello che credeva fosse il suo nuovo compagno.
Il pestaggio fino al cancello
Dentro l’abitazione avrebbe trovato il docente e lo avrebbe colpito ripetutamente al viso e all’addome. Il tentativo del 41enne di allontanarsi non sarebbe bastato: l’aggressione, secondo l’ipotesi accusatoria, è proseguita anche vicino al cancello, con altri calci e frasi razziste. A riportare la calma è stato l’arrivo dei carabinieri, che hanno identificato l’uomo. L’insegnante è stato soccorso da un’ambulanza e trasportato in pronto soccorso: per lui 21 giorni di prognosi.
Un dettaglio da non trascurare: le espressioni razziste contestate non compaiono nel referto medico, ma rientrano tra gli elementi su cui la Procura fonda l’aggravante della discriminazione e dell’odio razziale.
Il caso passa al collegio
La svolta è arrivata in aula. La giudice del Tribunale di Lucca Noemi Comito, valutata la gravità del reato contestato, ha trasmesso gli atti al pubblico ministero: la Procura dovrà tornare davanti al giudice dell’udienza preliminare per chiedere il rinvio a giudizio. Il procedimento, quindi, non sarà più trattato dal giudice monocratico ma dovrà approdare davanti al collegio, competente per questo tipo di reati. Tutte le accuse restano da accertare nelle sedi giudiziarie: fino a sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza.
Fonti: La Nazione Lucca, Il Tirreno, 17 ottobre 2026.
Lascia un commento