
Due fette di pane, un piccolo rettangolo di formaggio, una merendina, un succo e frutta così annerita da finire direttamente nel cestino. Il panierino d’emergenza consegnato ai bambini di Viareggio nel giorno di sciopero della mensa, lo scorso 14 ottobre, non è più soltanto un caso social: adesso arriva in Consiglio comunale.
L’interrogazione di Fermi Mai e Pd
I gruppi consiliari di Fermi Mai e Partito democratico hanno depositato un’interrogazione sui «gravi disservizi» e sull’«inadeguatezza» dei pasti sostitutivi forniti da iCare spa, la società che gestisce la refezione scolastica, ad asili nido, scuole dell’infanzia e primarie. La prima domanda rivolta all’amministrazione è diretta: il Comune sapeva come era composto, e di che qualità fosse, il pasto preparato per quella giornata?
Secondo l’opposizione, che si basa sulle segnalazioni pubbliche e sulle fotografie scattate dai genitori, il contenuto dei sacchetti è risultato «qualitativamente e quantitativamente del tutto inadeguato». L’elemento considerato più grave è proprio la frutta, descritta come «visibilmente deteriorata e annerita» e quindi immangiabile.
Genitori pronti agli esposti
Il malcontento, sottolineano i due gruppi, non nasce solo da quel giorno: molte famiglie, già alle prese con segnalazioni precedenti sulla qualità del servizio, starebbero valutando, e in alcuni casi avrebbero già presentato, esposti alle autorità sanitarie e di controllo. Il nodo, per i consiglieri, è anche economico: le famiglie pagano regolarmente la tariffa della mensa e, pur nel rispetto del diritto di sciopero dei lavoratori, giudicano inaccettabile che a bambini così piccoli, a partire da quelli di nido e materna, sia stato servito cibo di quel livello.
iCare, ricordano Fermi Mai e Pd, ha parzialmente riconosciuto il problema: ha annunciato verifiche sul partner logistico e ha fatto sapere che non addebiterà il costo del pasto di quella giornata. Una risposta che però, per l’opposizione, lascia aperte «forti perplessità» sulla catena di controllo interna all’azienda e sulla qualità del cibo che arriva ogni giorno nelle strutture scolastiche ed educative della città.
Le tre domande al Comune
L’interrogazione chiede all’amministrazione di chiarire:
- quali provvedimenti ispettivi e sanzionatori intenda adottare nei confronti di iCare e della società subappaltatrice;
- in quali tempi le famiglie coinvolte saranno rimborsate del costo del pasto;
- quali controlli preventivi e strutturali verranno messi in campo perché la verifica della qualità funzioni in tutti i plessi.
Il caso era esploso il giorno stesso dello sciopero, quando genitori e insegnanti avevano diffuso sui social le foto dei sacchetti consegnati a scuola, come avevamo raccontato. Ora la palla passa all’amministrazione, chiamata a rispondere in aula.
Fonte: La Nazione Viareggio, 17 ottobre 2026.
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