
Prima la presidenza di Gaia, adesso un posto nel collegio sindacale di Leonardo. A forza di indiscrezioni, intorno a Giorgio Del Ghingaro si sta costruendo un curriculum fatto di poltrone mai assegnate. E l’ex sindaco di Viareggio e Capannori ha deciso di rispondere a modo suo, con un intervento diffuso oggi, domenica 18 ottobre, e ripreso da LuccaInDiretta: «La mia libertà non è in vendita».
Al centro c’è l’indiscrezione su un suo possibile incarico come revisore dei conti del colosso dell’aerospazio e della difesa. Un’ipotesi che Del Ghingaro non commenta nel merito, ma che legge come un messaggio politico rivolto a lui, in vista delle elezioni comunali di Lucca del 2027.
«Mi hanno promesso di tutto, da sottosegretario in giù»
Il tono è quello dell’ironia. In oltre vent’anni di politica, racconta l’ex sindaco, gli sarebbe stato promesso «di tutto, da sottosegretario in giù»: un’abitudine a cui, dice, ha smesso presto di credere, fino quasi a divertirsi. «A Lucca in poche settimane siamo passati dalla presidenza di Gaia al collegio sindacale di Leonardo», osserva, lasciando intendere che l’elenco potrebbe allungarsi ancora.
Del Ghingaro rivendica il proprio percorso: 43 anni di professione e 21 anni da sindaco, con risultati che definisce «dignitosi», chiedendo scusa per «l’immodestia». Abbastanza, sostiene, per dimostrare che un incarico si può ottenere senza la raccomandazione di nessuno, «da destra o da sinistra».
Il sottinteso: «Del Ghingaro si può comprare»
Il passaggio più duro riguarda il senso che l’ex sindaco attribuisce alla voce, fatta girare secondo lui «con una goffaggine quasi commovente». Il messaggio nascosto, scrive, sarebbe uno solo: che Del Ghingaro si può comprare. Un’insinuazione che respinge con fermezza, puntando il dito, senza fare nomi, contro chi su queste cose «specula» e chi le diffonde ad arte per convenienza. Il risultato, avverte, è l’opposto di quello sperato: allusioni e «ricatti velati» nei suoi confronti producono «l’effetto contrario».
Poi l’affondo che sa di avvertimento: la parola data, sostiene, si mantiene e non si rinnova a ogni stagione elettorale contando sulla memoria corta degli altri. «Io ho pazienza. E anche una buona memoria». E ancora: a lui è sempre piaciuto giocare «da protagonista, mai da comprimario», e queste voci, a suo dire, gli confermano di essere sulla strada giusta.
Il messaggio a chi guarda al 2027
La chiusura è indirizzata a chi, in vista del voto per Palazzo Orsetti, pensasse di assicurarsi il suo appoggio con l’ennesima lusinga. Il suo sostegno, scrive Del Ghingaro, «ammesso e non concesso che valga qualcosa», non si promette: «si merita, con i fatti». Fino alla frase finale: «La mia libertà non ha un prezzo. Chi non l’ha ancora capito, non mi conosce affatto».
Non è il primo intervento con cui l’ex sindaco si inserisce nella partita delle prossime amministrative lucchesi. E il segnale, stavolta, sembra rivolto tanto agli avversari quanto a chi potrebbe cercarlo come alleato.
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