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Altopascio, D’Ambrosio contro il Governo: «Camionisti e agricoltori abbandonati, e i giornali li ignorano». Ma in casa sua lo streaming del consiglio è stato bocciato

Altopascio — Dal municipio del Tau alla politica nazionale. La sindaca di Altopascio, Sara D’Ambrosio, ha scelto il proprio profilo Facebook per prendere posizione sulle proteste di questi giorni, schierandosi con gli autotrasportatori e gli agricoltori che stanno manifestando nel sud Italia e con gli studenti scesi in piazza. Il bersaglio è uno solo: il Governo, accusato di averli lasciati soli. A riportare l’intervento è stamani Lucca in Diretta.

«Non ci voltiamo dall’altra parte»

Il messaggio parte netto: «Non ci voltiamo dall’altra parte. Non possiamo permettercelo». Per la prima cittadina bisogna stare accanto a chi protesta e allo stesso tempo condannare con fermezza chi si è infiltrato nelle manifestazioni pacifiche usando la violenza, con l’unico effetto — sostiene — di spostare l’attenzione dai veri motivi della mobilitazione: «cittadini esasperati che non arrivano a fine mese totalmente abbandonati dal Governo».

D’Ambrosio insiste sul peso concreto della scelta di chi si ferma. «Un camionista che spegne il motore sa che ogni giorno fermo è un giorno senza reddito. Lo fa lo stesso», scrive, e lo stesso vale per l’agricoltore che lascia il campo con il raccolto che aspetta. Persone che, a suo dire, non avevano mai protestato prima e che oggi lo fanno «con una dignità che dovrebbe far vergognare chi governa». Accanto a loro, nelle piazze, ci sono i ragazzi: per la sindaca è proprio questo «il fatto politico più importante di questi giorni», adulti e studenti uniti da una rabbia e da una disperazione con la stessa radice.

L’affondo su Governo e giornali

Poi l’attacco diretto all’esecutivo, descritto come immobile e indifferente: secondo D’Ambrosio da mesi non arriva alcuna risposta, e i manifestanti, fermi «da domenica scorsa», sarebbero stati convocati soltanto per il 27 ottobre, «tra 10 giorni! Quasi a volergli dire che loro non sono importanti».

Nel mirino finiscono anche gli organi di informazione: «Cosa deve accadere perché venga dato spazio a una protesta preoccupante che sta fermando il sud del paese?». Troppo poco spazio, lamenta, e quasi sempre dedicato agli scontri. «Ed è una scelta anche questa. Quella di ignorare chi chiede aiuto».

La chiusura è una lista di richieste: interventi sul costo di carburanti ed energia, tutela del lavoro e «un investimento vero sulla scuola e sui giovani». E una frase che suona quasi come un manifesto: «Io non guardo altrove».

Il contesto: fine mandato e un futuro in politica

L’uscita arriva in un momento particolare per la sindaca. Come abbiamo raccontato proprio stamani, nella primavera del 2027 Altopascio torna alle urne e D’Ambrosio, al termine del secondo mandato, non potrà ricandidarsi; in un’intervista estiva aveva però già fatto sapere di voler proseguire con la politica.

Il nostro commento

Questa è un’opinione della redazione. Difendere chi protesta per il caro vita è legittimo, e chiedere più attenzione ai media pure. Ma la richiesta di visibilità colpisce, se si guarda in casa: il 6 ottobre i consiglieri di opposizione hanno denunciato ad Altopascio una «totale assenza di trasparenza», e l’emendamento di Simone Marconi per trasmettere online le sedute del Consiglio comunale è stato respinto, come avevamo ricostruito qui. Le domande, allora, vengono da sole: se dare spazio a chi chiede di essere ascoltato è una scelta, perché il Comune ha scelto di non far vedere ai cittadini il proprio Consiglio? E su energia, scuola e giovani — i temi che la sindaca chiede al Governo di affrontare «subito» — che cosa lascia in eredità, nero su bianco, la giunta dopo dieci anni? Sarebbe utile saperlo prima che la campagna elettorale entri nel vivo.

Giulia Neri

Corrispondente da Altopascio Montecarlo

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Giulia Neri

È corrispondente da Altopascio per altopascio.info. Segue la vita del territorio — scuole, associazioni, amministrazione — con uno sguardo attento alla Via Francigena e il pane fornaio, con il lago di Sibolla. Scrive in modo sobrio, da chi il luogo lo frequenta tutti i giorni.

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