
ALTOPASCIO – Sanità vicina a casa, lotta alla solitudine e servizi per chi è avanti con gli anni. Sono i nodi che il Cupla Lucca, il Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo, ha portato sul tavolo del Comune di Altopascio nell’incontro che si è tenuto venerdì scorso, 16 ottobre.
Per l’amministrazione erano presenti l’assessora al sociale Valentina Bernardini e l’assessore al commercio Adamo La Vigna. La delegazione provinciale del coordinamento era guidata dal coordinatore Costante Martinucci, insieme a Franco Antonio Salvoni, Antonio Fanucchi e Adelmo Fantozzi.
I bisogni dei pensionati di artigianato, commercio e agricoltura
Il confronto si è concentrato sulle necessità sanitarie e sociali della popolazione anziana, con un occhio di riguardo per chi ha lavorato una vita nell’artigianato, nel commercio e nell’agricoltura. Il Cupla ha chiesto al Comune risposte concrete per il territorio e ha messo in cima alla lista due priorità: progetti di inclusione e socializzazione per spezzare l’isolamento e iniziative che promuovano l’invecchiamento attivo, valorizzando il ruolo degli anziani nella vita della comunità.
A fine incontro Martinucci ha ringraziato gli assessori: «Esprimiamo un sincero apprezzamento per la grande disponibilità e sensibilità dimostrata dagli assessori Bernardini e La Vigna. Hanno preso a cuore fin da subito i temi complessi che abbiamo sottoposto alla loro attenzione. Questo incontro rappresenta un passo importante per costruire una rete di protezione sociale sempre più vicina ai cittadini e capace di ascoltare la voce di chi ha trainato per anni l’economia del nostro territorio».
Un percorso per monitorare i servizi
Dal tavolo è nato un percorso di collaborazione tra il coordinamento e l’amministrazione altopascese. L’obiettivo dichiarato è doppio: tenere sotto controllo l’efficacia dei servizi socio-sanitari e costruire nuove tutele per la terza età.
Il nostro commento. Strette di mano e apprezzamenti fanno piacere, ma agli anziani di Altopascio, del capoluogo come delle frazioni, servono date e risorse. Quando partiranno i progetti contro la solitudine annunciati come prioritari? Con quali fondi? E chi misurerà davvero l’efficacia dei servizi socio-sanitari, e con quali dati resi pubblici? Domande che giriamo al Comune: lo spazio per le risposte è aperto.
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