Press ESC to close

Camaiore, accusato di aver ucciso moglie e figlio a fucilate: per la perizia Moriconi «non è pericoloso». E la difesa ora vuole un nuovo interrogatorio

Una perizia psichiatrica che può cambiare la partita. Nuovo sviluppo nell’inchiesta sul duplice omicidio della Pieve di Camaiore: secondo lo specialista nominato dalla difesa, Piero Moriconi «non è pericoloso e non sussiste per lui il pericolo di fuga». Il 63enne camaiorese è in carcere dallo scorso giugno con l’accusa di aver ucciso a colpi di fucile, il 24 giugno, la moglie Kety Andreoni e il figlio Mirko, 24 anni, nella casa di famiglia nella frazione della Pieve.

Chi firma la perizia

A esaminare il profilo di Moriconi è stato Mauro Mauri, già direttore della Psichiatria 2 dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, incaricato dagli avvocati del 63enne. Le sue conclusioni, riportate da TGRegione, arrivano pochi giorni dopo la notizia della possibile richiesta di scarcerazione, di cui altopascio.info aveva dato conto la settimana scorsa.

Per la difesa è un tassello pesante. La valutazione dello psichiatra, infatti, potrebbe essere usata sia per chiedere al giudice di modificare la misura cautelare, oggi la custodia in carcere in attesa del processo, sia per ottenere un nuovo interrogatorio dell’indagato.

«Chiarire le dinamiche familiari»

È proprio questa la richiesta che i legali Gianmarco Romanini ed Enrico Carboni hanno messo nero su bianco parlando con Il Tirreno: vogliono che Moriconi venga ascoltato di nuovo, così da poter contribuire a chiarire meglio le dinamiche familiari e la drammaticità del contesto in cui, secondo la loro ricostruzione, si era trovato a vivere.

Già a fine settembre i due avvocati avevano respinto l’ipotesi che dietro il gesto ci fosse l’omofobia o l’orientamento sessuale del figlio, parlando di una lettura affrettata dei fatti emersa nei giorni successivi alla tragedia.

L’accusa e i tempi del processo

Sul fronte opposto resta un quadro accusatorio molto pesante. L’ipotesi è quella di duplice omicidio volontario aggravato, non solo dal vincolo di parentela con le vittime ma anche dalla premeditazione e dai motivi abietti. Le indagini preliminari, coordinate dalla pm della procura di Lucca Elena Leone, dovrebbero chiudersi entro la fine dell’anno. La prima udienza del processo, con ogni probabilità, arriverà nel 2027.

Ora la palla passa ai magistrati, che dovranno valutare le carte della difesa. Intanto alla Pieve e in tutta Camaiore il dolore per Kety e Mirko resta vivo, a quasi quattro mesi da una delle pagine più nere della cronaca versiliese.

Fonti: TGRegione, Il Tirreno.

Elisa Rinaldi

Corrispondente da Camaiore

© Altopascio.info — Riproduzione riservata

Elisa Rinaldi

Corrispondente di Camaiore per la redazione di altopascio.info. Racconta assemblee, sport dilettantistico e piccole imprese, tenendo sempre presente la Versilia interna e il Lido. Il suo registro è professionale e caloroso, senza enfasi inutili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *