
LUCCA – Niente processo. Il tribunale collegiale di Lucca ha disposto il non luogo a procedere nei confronti di un imprenditore lucchese di 86 anni, finito a giudizio con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una giovane dipendente di quella che all’epoca era la sua azienda agrituristica nella Piana di Lucca. Il motivo: secondo una perizia, l’anziano oggi non è più in grado di affrontare un processo.
La decisione, presa ieri e riportata da La Nazione, chiude in modo inatteso una vicenda che andava avanti da quasi tre anni. I giudici hanno anche trasmesso gli atti alla Procura perché valuti l’interdizione dell’uomo e la nomina di un tutore.
La denuncia nel novembre 2023
Tutto era partito nel novembre 2023, quando una ragazza si era presentata ai carabinieri di Montecatini per denunciare il suo datore di lavoro. Secondo il suo racconto, l’imprenditore avrebbe approfittato del suo ruolo per rivolgerle avance pesanti e ripetute: l’avrebbe palpeggiata più volte e l’avrebbe anche baciata sulla bocca.
Dopo la sua denuncia, anche altre due colleghe lucchesi avrebbero pensato di fare lo stesso, salvo poi tirarsi indietro. L’uomo era comunque stato indagato per violenza sessuale nei confronti della giovane, per episodi avvenuti nella Piana.
Le accuse ribadite davanti al gip
Il fascicolo era finito sul tavolo della sostituta procuratrice Paola Rizzo, che aveva fatto approfondire il caso dalla polizia giudiziaria. La ragazza, assistita dall’avvocato Andrea Rugani, era stata ascoltata in incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari e ai consulenti di accusa e difesa. In quell’occasione aveva confermato nel dettaglio le accuse: secondo lei l’imprenditore, forte della sua posizione e del timore delle dipendenti di perdere il lavoro, le avrebbe molestate in più occasioni.
Nelle prime fasi dell’inchiesta l’anziano si era anche presentato in aula. Ma nel frattempo la perizia ha stabilito che oggi non è più capace di stare in giudizio. Da qui la decisione del collegio. Per la giovane, quindi, non ci sarà un processo in cui far valere le proprie ragioni. Le accuse non sono mai state verificate in dibattimento e per l’uomo vale la presunzione di innocenza.
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