
Uno scheletro e una lapide con impressa la scritta «RIP», «riposa in pace», fissati sul muro di casa proprio accanto alla porta d’ingresso. È quello che si è trovata davanti oggi, venerdì 23 ottobre, una delle proprietarie di un’abitazione di via Galvani, in pieno centro a Viareggio, rientrando dopo alcuni giorni di assenza.
La donna ha staccato tutto, scoprendo che nel frattempo anche l’intonaco era stato danneggiato, ed è andata al commissariato di Viareggio a presentare una querela contro ignoti. Ma il tempo di uscire e tornare, e sul muro, nello stesso punto dove erano appesi i due oggetti rimossi, è comparsa una croce.
Via Galvani, una convivenza che non funziona
L’episodio, raccontato da In Lucca Veritas, si inserisce in un contesto che in via Galvani va avanti da tempo: quello dei rapporti tesi tra i residenti e gli ultras della squadra bianconera. Una situazione che, secondo quanto riportato, resta lontana da una soluzione nonostante i ripetuti interventi, verbali e non solo, di commissariato, carabinieri e polizia municipale.
Nella ricostruzione della testata, quei gesti sarebbero opera delle stesse persone con cui va avanti una vera e propria «guerra non dichiarata di posizione». Al momento, però, non ci sono responsabilità accertate: sarà la querela presentata dalla proprietaria a fare il suo corso.
L’ansia dei residenti e il nodo della sede
Quello che è certo è il clima: lo stato d’ansia provocato da scheletri, lapidi e croci comparsi sulla porta di casa sta creando non pochi problemi a chi in quella strada ci vive. A seguire la vicenda per il Comune è l’assessore Alberto Pardini, ma il rischio concreto, si legge, è che la situazione possa degenerare.
Sul tavolo torna così la questione di una nuova sede per il gruppo, lontana dalle abitazioni, dove gli ultras possano ritrovarsi e cantare senza entrare in rotta di collisione con il vicinato. Gli abitanti, intanto, chiedono una cosa sola: tornare a vivere in pace.
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