
La sentenza di primo grado non va bene a nessuno, tranne che alla famiglia della vittima. Sull’omicidio di via Coppino a Viareggio si apre ufficialmente la partita dell’appello: hanno impugnato la condanna a 18 anni di reclusione inflitta a Cinzia Dal Pino sia la Procura sia i difensori dell’imprenditrice.
La Corte d’Assise di Lucca, lo scorso giugno, aveva riconosciuto Dal Pino colpevole di omicidio volontario per la morte di Nourdine Mezgoui, il senzatetto marocchino investito ripetutamente con il suv nella notte tra l’8 e il 9 settembre 2024, poco dopo che l’uomo le aveva strappato la borsetta.
La pm: «Non ha mai chiesto scusa»
La pubblico ministero Sara Polino, che in aula aveva chiesto l’ergastolo, torna alla carica. Nell’atto di impugnazione chiede che vengano riconosciute le aggravanti escluse in primo grado – minorata difesa, crudeltà e futili motivi – e che le attenuanti generiche vengano annullate o pesate diversamente, così da «rideterminare in aumento la pena». Tra gli argomenti messi nero su bianco, come riportano NoiTV e TGRegione, c’è il fatto che Dal Pino non avrebbe mai presentato scuse ai familiari di Mezgoui né offerto loro un risarcimento.
La difesa punta allo sconto
Di segno opposto la strategia dei difensori, i professori avvocati Enrico Marzaduri e Alberto Gargani. L’obiettivo è alleggerire la pena con una riqualificazione del reato: dall’eccesso colposo di legittima difesa fino, al massimo, all’omicidio preterintenzionale. I legali chiedono inoltre un peso maggiore per le attenuanti generiche già concesse e l’esclusione dell’aggravante del «mezzo insidioso», cioè l’auto con cui Mezgoui fu travolto.
La famiglia della vittima non ricorre
Non ci sarà invece alcun ricorso dei legali di parte civile, Enrico Carboni e Gianmarco Romanini: la famiglia di Mezgoui, come già spiegato al momento della sentenza, si considera soddisfatta del riconoscimento dell’omicidio volontario.
Ora il fascicolo passa alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze, che secondo quanto riferito potrebbe fissare la prima udienza nella primavera del prossimo anno. Un nuovo capitolo per una vicenda che fin dal primo giorno ha fatto discutere ben oltre i confini della Versilia.
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