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Altopascio, la piscina promessa vent’anni fa non si farà mai: il Comune mette all’asta i terreni di Riatri. Espropriati per il centro natatorio, oggi sono abbandonati

Ad Altopascio la piscina di località Riatri resterà per sempre sulla carta. Il Comune ha avviato l’iter per vendere i terreni che, nei primi anni Duemila, l’allora amministrazione comunale aveva acquisito proprio per costruire il nuovo centro natatorio. Un’opera che non ha mai visto nemmeno l’apertura del cantiere.

Il progetto in project financing mai partito

L’impianto, secondo quanto ricostruito dal Comune, doveva nascere tramite project financing. Per mettere insieme le aree erano state avviate le procedure di esproprio, poi chiuse con accordi di bonaria cessione firmati con tutti i proprietari. La ditta che si era aggiudicata l’intervento, però, i lavori non li ha mai cominciati, anche per effetto di un provvedimento della magistratura, estraneo alla vicenda altopascese, che ne aveva bloccato l’attività.

In seguito l’amministrazione ha tolto la piscina dal piano delle opere pubbliche, citando i costi elevati e l’assenza di finanziamenti.

Terreni abbandonati e nessun soldo per recuperarli

Oggi quelle aree sono in stato di abbandono. Il Comune ammette che qualsiasi intervento richiederebbe risorse che non ha e che non prevede di poter trovare in futuro: per questo, spiega l’ente, sono venute meno le ragioni per tenerle nel patrimonio pubblico. I terreni sono stati inseriti nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari approvato dalla giunta lo scorso 4 novembre.

Solo un ex proprietario li riprende, il resto va all’asta

Come previsto dal contratto, l’amministrazione ha ricontattato i proprietari originari per offrire la restituzione dei terreni, con prezzi aggiornati alle condizioni attuali. Ha accettato soltanto uno di loro. Per tutte le altre aree il Comune procederà con un’asta pubblica, come stabilito dal Regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare.

Il nostro commento

Vent’anni tra espropri, accordi con i proprietari e un project financing mai decollato, per arrivare a un cartello «vendesi». Prendiamo atto della scelta, ma qualche domanda al Comune resta: quanto erano stati pagati quei terreni e quanto si conta di incassare dall’asta? E, chiusa la partita di Riatri, l’idea di un impianto natatorio per Altopascio è archiviata per sempre o esiste un’alternativa allo studio? Su questo, nella nota del Comune, non c’è una riga.

Fonte: Comune di Altopascio, via LuccaInDiretta.

Giulia Neri

Corrispondente da Altopascio Montecarlo

© Altopascio.info — Riproduzione riservata

Giulia Neri

È corrispondente da Altopascio per altopascio.info. Segue la vita del territorio — scuole, associazioni, amministrazione — con uno sguardo attento alla Via Francigena e il pane fornaio, con il lago di Sibolla. Scrive in modo sobrio, da chi il luogo lo frequenta tutti i giorni.

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