
Viareggio – Aveva chiesto oltre 680mila euro a uno degli uomini più potenti della tv italiana. Alla fine è lui a dover mettere mano al portafoglio. La Corte di Cassazione ha respinto in via definitiva il ricorso di Giacomo Canale, lo chef viareggino di 49 anni che per anni è stato il cuoco personale di Pier Silvio Berlusconi.
Canale sosteneva di aver maturato quella cifra in 11 anni di servizio tra gli yacht della famiglia Berlusconi e il castello di Paraggi, dove l’amministratore delegato di Mediaset vive con la compagna Silvia Toffanin e i figli. Nel conto c’erano straordinari mai pagati, riposi saltati e presunti danni psicofisici. Una causa partita nel 2018 e trascinata in tutti i gradi di giudizio.
Cinque motivi, cinque bocciature
Con un’ordinanza pubblicata il 29 ottobre, la Suprema Corte ha smontato tutti e cinque i motivi del ricorso: quattro dichiarati inammissibili, uno infondato. Resta così in piedi la sentenza della Corte d’Appello di Genova, che aveva già respinto per intero le richieste dell’ex dipendente, dopo il primo no del Tribunale. Anche un successivo procedimento per revocazione si era chiuso male per lo chef.
A pesare, secondo quanto ricostruito nelle carte e riportato da La Nazione e Il Tirreno, sono state anche le parole dello stesso Canale. Durante il processo è emerso che per gran parte del rapporto di lavoro prestava servizio quattro giorni alla settimana, dal giovedì alla domenica, mentre negli altri giorni ai fornelli c’era un’altra cuoca. Una turnazione che per i giudici era compatibile con il normale godimento dei riposi. E c’è di più: nello stipendio era già compresa un’indennità forfettaria pensata proprio per coprire straordinari e riposi mancati.
Le spese legali finiranno in beneficenza a Viareggio
La Cassazione ha condannato l’ex cuoco a pagare le spese dell’ultimo giudizio, 4.500 euro oltre a esborsi e accessori di legge. Ma c’è un risvolto che riguarda da vicino la città: secondo quanto si apprende, tutte le somme recuperate come spese legali, in questo e nei precedenti procedimenti, saranno devolute in beneficenza ad associazioni di Viareggio, dove Canale vive.
Si chiude così, dopo otto anni, una vicenda che aveva acceso la curiosità di mezza Italia sul dietro le quinte della famiglia Berlusconi. Per lo chef viareggino il conto finale è l’opposto di quello che sperava.
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