
LUCCA – Il camice non potrà più indossarlo. La radiazione dall’Ordine dei medici di un ex medico di 46 anni residente a Lucca è ormai definitiva sul piano disciplinare: la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie ha respinto il suo ricorso, confermando la decisione presa dall’Ordine lucchese. Lo riporta Versiliatoday.
Una vicenda che, sul fronte penale, è tutt’altro che chiusa. Il 46enne è infatti coinvolto in due procedimenti ancora in corso davanti al Tribunale di Lucca.
L’accusa più pesante: tentato omicidio di un paziente di 83 anni
Il primo procedimento riguarda l’accusa di tentato omicidio ai danni di un paziente: un anziano scrittore americano di 83 anni, in condizioni di salute precarie, che viveva da solo. Su quella vicenda erano intervenuti i carabinieri, con un’indagine sfociata nell’arresto del medico.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe sfruttato il rapporto di fiducia costruito con l’anziano, facendo leva sia sul camice sia sul legame personale. L’obiettivo, nell’ipotesi dell’accusa, sarebbe stato ottenere vantaggi economici, subito e anche in vista della morte dell’83enne. Negli atti del Tribunale del Riesame di Firenze il quadro sarebbe sostenuto anche da intercettazioni ambientali e da altri elementi raccolti, con il sospetto di un uso strumentale della professione e dell’amicizia con la vittima.
Il secondo arresto: il furto a un’anziana di Pescia
Non è finita lì. Ad aprile 2026 il 46enne era tornato in carcere per un’altra indagine: un presunto furto ai danni di un’anziana donna di Pescia che lo aveva accolto in casa propria.
Sospeso, poi riammesso, infine radiato
L’Ordine dei medici di Lucca lo aveva inizialmente sospeso dopo le misure cautelari; venute meno quelle, la sospensione era stata revocata. Ma il procedimento disciplinare è andato avanti, con la contestazione di diversi articoli del Codice di deontologia medica. La Commissione albo medici ha deliberato la radiazione nelle sedute del 13 e 27 gennaio 2026, notificandola il 12 febbraio.
Nel ricorso l’ex medico aveva contestato la genericità delle accuse e la mancata sospensione del procedimento in attesa dei processi penali, sostenendo che i rapporti con le persone coinvolte fossero privati e non legati alla professione. La Commissione centrale ha respinto tutto, giudicando la sanzione adeguatamente motivata e richiamando la gravità dei fatti e la necessità di tutelare la salute pubblica e la dignità della professione. L’Ordine dei medici di Lucca si è anche costituito parte civile nel processo penale.
Le responsabilità penali restano tutte da accertare nei rispettivi processi, e fino a sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza. Sul piano disciplinare, invece, la parola fine è stata scritta: il 46enne non potrà più esercitare.
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