
VIAREGGIO – Altro che fine della protesta. Il braccio di ferro tra le famiglie e il servizio mensa delle scuole di Viareggio e Torre del Lago, gestito da iCare e Cir Food, continua e anzi alza il tiro. I genitori lo dicono chiaro: si andrà avanti «ad oltranza», perché il servizio resta, a loro giudizio, inadeguato «sia per qualità che per quantità».
Il pranzo sui teli, nel cortile della scuola
L’ultimo capitolo si è consumato mercoledì scorso alla primaria Vera Vassalle, al quartiere Marco Polo. Due classi, la 3ªD e la 2ªC, hanno pranzato con il cibo portato da casa dai bambini. Ma non in refettorio: per disposizione della scuola, i piccoli hanno mangiato nel cortile dell’istituto, seduti su teli stesi a terra.
«Ci avevano assicurato il refettorio»
A raccontare cosa è successo è Massimiliano Prando, che parla a nome dei genitori. «Eravamo d’accordo con il dirigente scolastico per portare avanti la nostra giusta battaglia e ci era stato assicurato che i nostri piccoli avrebbero potuto pranzare nel refettorio – spiega –. Invece siamo stati costretti a portarli nel cortile, perché a nostro avviso c’è stata la chiara volontà di boicottarci».
Nel mirino c’è anche la riunione convocata d’urgenza: indetta il 27 ottobre per il giorno dopo, con un preavviso così breve che, secondo Prando, si sono presentati solo la delegata della mensa e un unico rappresentante di classe. «Così i vertici di iCare hanno avuto vita facile, senza un vero contraddittorio, nel voler imporci la fine della protesta. Per noi è irricevibile». Da qui la scelta di continuare già quel pomeriggio.
Porzioni, frutta da sbucciare e 6 euro a pasto
Le contestazioni dei genitori sono precise. Primo: nei Comuni vicini, sostengono, le porzioni sono più abbondanti e la qualità migliore, con una retta più bassa. Secondo: ai bambini viene data frutta da sbucciare che, con i soli coltelli di plastica, è impossibile pulire, e le famiglie chiedono che arrivi già pronta. Terzo, i costi: circa 6 euro a pasto, conteggiati sulle presenze.
E proprio sulle assenze c’è un’altra novità di quest’anno che non va giù: disdire il pasto è un onere dei genitori, da fare online entro le 9 del mattino oppure al telefono, «ma spesso al centralino non risponde nessuno». La proposta delle famiglie è semplice: iCare potrebbe prendere i presenti direttamente dal registro elettronico, dove la scuola segna già le assenze.
Una vertenza che va avanti da settimane
La protesta del panierino era esplosa a metà ottobre, con le foto di pane rinsecchito e frutta annerita nei pasti dei bambini, le disdette in massa alla Marco Polo-Viani e il caso portato in Consiglio comunale dall’opposizione. Dopo l’incontro del 28 ottobre sembrava chiusa. Le famiglie della Vera Vassalle, invece, fanno sapere che la partita è tutt’altro che finita.
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