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In giro per Lucca… attraverso gli occhi degli scrittori

di
Alessandro Bedini

Con Sara Cagnacci le «passeggiate letterarie» in sette itinerari attraverso le voci di James, Pea, Montesquieu, Tobino. Tra le tappe piazza San Michele dove si incontrarono Cesare, Pompeo e Crasso

Memoria, identità, riscoperta delle radici attraverso una full immersion nella città che gli ha dato i natali: Lucca. Sara Cagnacci, laureata in letterature e filologie europee, insegnante di scuola superiore, ha pubblicato Lucca. Passeggiate letterarie nell’arborato cerchio (Maria Pacini Fazzi), dove ripercorre, attraverso la proposta di sette suggestivi itinerari, la storia della città dell’arborato cerchio, filtrata attraverso gli occhi, o meglio la penna, di scrittori e artisti di fama, che hanno solcato le antiche strade, ammirandone monumenti, vestigia, tradizioni popolari che ne innervano l’originalissimo tessuto urbano, tra passato e presente.

«Mi sono divertita — scrive l’autrice — a lasciarmi guidare nella mia città per mano da quasi cento sconosciuti che mi hanno permesso di assaporare colori, profumi, suoni che magari finora mi erano ignoti, o che sono riaffiorati nella mente dov’ erano sopiti». Ad arricchire il volume i disegni di Maurizio Guidi che con pochi tratti di pennarello, è riuscito a cogliere i passaggi più significativi del libro. Le passeggiate invitano a riflettere, a sostare, a gustare anche gli angoli meno conosciuti della città, sconosciuti magari anche ai suoi abitanti. 













































«Più lento, più profondo, più soave» il motto dell’indimenticato Alexander Langer, riguardo al criterio con il quale allinearsi e armonizzarsi con ciò che ci circonda. A tal proposito nelle pagine della Cagnacci colpisce per l’appunto il ritmo del «movimento», proprio come una delle caratteristiche della città e dei suoi abitanti, all’insegna della lentezza, della sobrietà che si riflette anche nell’architettura dei suoi palazzi e degli edifici, specialmente quelli del centro cittadino racchiuso entro le mura cinquecentesche. 

Non sono certo in molti a sapere che nella cinquecentesca residenza aristocratica di Palazzo Mazzarosa, in via Santa Croce, l’antico decumano che attraversa il centro città, soggiornò Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon, la Regina Madre di Elisabetta II d’Inghilterra nonna dell’attuale sovrano Carlo III. Passato e presente dicevamo; Jérome Carcopino, uno dei massimi esperti di storia romana, ricorda come nell’antico foro romano, oggi piazza San Michele, si siano incontrati Cesare, Pompeo e Crasso ossia i triumviri, il 15 aprile del 56 a.C. 

«Lucca in quei giorni memorabili — sottolinea Carcopino — fu il vero centro del mondo, che i triumviri, nuovamente concordi, si spartirono decidendone il destino». Montesquieu nel descrivere la cattedrale di Lucca, si sofferma su alcuni particolari: «Al Domo ci sono tre belle statue di Gianbologna: un Cristo, San Pietro, San Paolino. Quella del Christo estimata assai; è svelto e pare di carne». Henry James è anch’egli colpito dalla cattedrale dedicata a San Martino; «Il suo maggior vanto — scrive lo scrittore inglese — è la facciata stupendamente intarsiata, sulla quale compare una gran profusione di cani, cavalli, altri animali selvatici, raffigurati in marmo nero su sfondo bianco».

La via del commercio lucchese, quella del cardo maggiore, oggi via Fillungo, attraeva Enrico Pea per i negozi, anzi le botteghe, dove si trovava di tutto: «Acce di lana, scarpe infilzate alle canne e buccellati, lucidi anelli di tutte le misure, screpolati con arte, per mettere desiderio di mangiarli…». 

Il celebre Caffè Caselli, frequentato da Pascoli, Puccini, Ungaretti, Catalani, nel pieno centro storico è un’altra delle tappe obbligate delle passeggiate consigliate da Sara Cagnacci. 

Ne parla, tra gli altri Guglielmo Petroni: «La prima parte del caffè era a piano stradale: a destra entrando, un solo banco per servire caffè e liquori, dietro al quale la vetrina teneva esposte caramelle e dolciumi». Un pezzo di storia è passato da quel caffè – conosciuto come il Caffè Di Simo – oggi chiuso da una desolante saracinesca. Nei pressi del celebre bar si trova la lapide che commemora un altro lucchese illustre: Luigi Boccherini, musicista e compositore. Enrico Pea rammenta come: «in via Fillungo, sulla casa d’angolo con via Buia, lessi con Giacomo Puccini la lapide, lì posta a rammentare Luigi Boccherini, “dev’essere difficile quel genere di composizione commentò Puccini”». 

Nella sua esplorazione dei diversi quartieri cittadini, Sara Cagnacci non dimentica quelli più popolari uno dei quali è quello denominato di Pelleria. Chi meglio di Mario Tobino poteva descriverlo: «Mi sono domandato da che deriva la sua bellezza — si chiede lo scrittore e psichiatra — Se perché in quei fondaci lavoravano per secoli le pelli e ancora i muri ne sudano; se per il miracolo che le case sono tutte della stessa altezza; se per quel colore misterioso e quasi terribile che imprime il tempo sopra i muri oppure tale beltà proviene da una gentilezza di generazioni di lucchesi che senza avvedersene, in quella strada impressero la loro anima». 

La prospettiva che l’autrice di Lucca. Passeggiate letterarie nell’arborato cerchio ci propone, possiede senz’altro il marchio dell’originalità, frutto di un’accurata ricerca e di una altrettanto accurata selezione di quei letterati, artisti, storici che con la città hanno intessuto un rapporto che ancora oggi ne conserva il ricordo.


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24 febbraio 2026

2026-02-24 07:27:00