Press ESC to close

Palloncini bianchi e un lungo applauso: l’addio di Porcari alla famiglia uccisa dal monossido

di
Simone Dinelli

In tanti a Porcari (Lucca) per l’ultimo saluto alla famiglia Kola prima del ritorno in Albania dei corpi. Commozione e dolore. Si attendono le indagini sulla caldaia

I palloncini bianchi liberati in cielo, accompagnati da un lungo applauso. E poi gli striscioni, le foto, le lacrime e il silenzio composto, per il saluto alla famiglia Kola, che torna in Albania dove riposerà per sempre. Tanta commozione mercoledì mattina a Porcari, in provincia di Lucca, dove un’intera comunità si è data appuntamento – nel giorno del lutto cittadino – per l’ultimo omaggio ad Arti, Jonida, Hajdar e Xhesika, deceduti esattamente una settimana prima nella loro casa di via Galgani a causa di una fuoriuscita mortale di monossido di carbonio da una caldaia. 

Tanti i cittadini che si sono ritrovati in piazza Orsi, davanti al municipio, stretti l’uno all’altro sotto una pioggia sottile e insistente, per accompagnare il passaggio del corteo funebre che riporterà nel suo Paese d’origine la famiglia Kola. Tante le presenze della comunità albanese, arrivata anche da fuori provincia. 
















































All’arrivo dei feretri il sindaco Leonardo Fornaciari si è avvicinato alle quattro bare, le ha abbracciate e poi ha consegnato a Durim – fratello di Arti, cognato di Jonida e zio dei ragazzi – una litografia dell’artista Andrea Bartalesi raffigurante la Torretta, collina simbolo di Porcari, insieme alla bandiera tricolore. «Questa famiglia – le parole del primo cittadino – riparte per l’Albania. Torna nella terra in cui è nata, accompagnata dai propri cari. Ma questa famiglia aveva scelto di vivere qui. Porcari in questa settimana ha attraversato un dolore tremendo: la morte della famiglia Kola è stata una disgrazia che ha colpito nel profondo tutta la nostra comunità. Anche questa mattina il paese, presente e partecipe, ha voluto dimostrare il suo rispetto per queste vite che non ci sono più»

«Ho voluto donare a Durim una litografia – ha aggiunto il sindaco – perché possa portare con sé in Albania un pezzo di questo paese, che soffre con lui e con i suoi cari. Ho consegnato a Durim anche la bandiera tricolore, simbolo della fratellanza tra due popoli, quello italiano e quello albanese, divisi dal mare ma uniti nella solidarietà». 

Tra i momenti più toccanti della mattinata, la presenza della classe 3D della scuola media di Camigliano, ancora sotto choc per la morte della quindicenne Xhesika. I compagni hanno portato un cartellone con la scritta «Xhesika vive per sempre nei nostri cuori». 

Palloncini bianchi, lasciati poi volare in cielo in un lungo applauso, hanno accompagnato la partenza del carro funebre verso l’Albania. Un applauso che ha rotto il silenzio solo per un istante. Poi di nuovo il raccoglimento, mentre il corteo si allontanava. 

Nei giorni scorsi proprio Durim Kola – che la sera della tragedia è entrato in casa, non avendo più notizia dei suoi cari, ed è svenuto dopo aver inalato a sua volta monossido, per poi essere salvato dai vigili del fuoco -ha lanciato una raccolta fondi on line che in poche ore ha permesso di raccogliere oltre 80 mila euro. I soldi serviranno a pagare le spese del trasferimento in Albania delle quattro salme e dei funerali. 

Sul fronte giudiziario, al momento il fascicolo aperto dalla Procura di Lucca per omicidio colposo plurimo resta senza indagati: è atteso l’esito della perizia sulla caldaia, che servirà a capire se vi sia stata nel percorso che ha portato al suo montaggio qualche eventuale negligenza.


Vai a tutte le notizie di Firenze

Iscriviti alla newsletter del Corriere Fiorentino

11 febbraio 2026 ( modifica il 11 febbraio 2026 | 13:50)

2026-02-11 09:00:00