
Il raggiogramma del tipo di turismo che sceglie Lucca offre un primo importante responso, come ci illustra la direttrice della Fondazione Campus, un’istituzione che dal 2006 offre percorsi di studio nell’ambito del turismo, con ricerche specifiche nel settore, la professoressa Enrica Lemmi.
“Generalmente, Lucca non è classificata come una delle città italiane più interessate dall’overtourism, benché numerosi studi e dibattiti locali evidenziano fenomeni di sovraffollamento turistico in alcuni periodi dell’anno (Lucca Comics & Games, Summer Festival, ponti di primavera, alta stagione estiva), con ripercussioni sulla mobilità, il mercato degli immobili, gli spazi pubblici e la qualità della vita dei residenti“.
Sono questi i sintomi legati ai numeri degli arrivi e delle presenze?
“Non solo. Dovremmo considerare, in ordine di rilevanza, la distribuzione dei flussi, il benessere dei residenti, il diritto alla residenza, la sostenibilità ambientale, l’economia locale, l’efficienza dei servizi pubblici, l’identità del territorio e la qualità dell’esperienza del visitatore. In altre parole, come Visit Italy ci insegna, una destinazione sostenibile deve valutare l’equilibrio tra il benessere del residente e l’esperienza del visitatore, tra il diritto alla residenza e la crescita economica“.
E quali sono le ripercussioni sul commercio locale?
“Un primo segnale di overtourism a Lucca è sicuramente la sostituzione dei servizi per i residenti con attività esclusivamente turistiche, un fenomeno che potrebbe essere compensato da una maggiore attenzione verso: la protezione dei negozi storici; gli incentivi per i negozi locali; la regolamentazione di alcune attività commerciali e il sostegno all’artigianato locale“.
Un biglietto d’ingresso, come a Venezia, sarebbe di aiuto?
“Piuttosto che misure per limitare i flussi, potrebbero essere più efficaci strumenti per gestire i flussi, la distribuzione territoriale e la tutela della residenza, al fine di gestire la capacità di accoglienza del centro storico“.
Quali indicazioni sono emerse dalle vostre ricerche?
“L’ultima ricerca della Fondazione Campus, risalente al 2023-25, condotta dal professor Rico Maggi e co-finanziata da Fcrl, ha chiaramente dimostrato come la maggior parte dei residenti del centro storico di Lucca, nel tempo, sviluppi un sentimento di indifferenza riguardo alla decisione di rimanere o andare via“.
Cosa significa?
“Nella ricerca, i cittadini che rappresentano il 48% del totale sono definiti “residenti ambivalenti”, ovvero non hanno più un sentimento completamente positivo verso la loro città (che rimangono comunque il 33% del campione), ma non hanno ancora sviluppato un atteggiamento completamente negativo (12%) rispetto alle condizioni della loro vita a Lucca. Di fatto, per molti residenti, a causa degli crescenti disagi legati al turismo nel centro storico, il diritto alla residenza, che sappiamo essere sempre più centrale nella valutazione del luogo di residenza, non è più garantito“.
Quindi, l’overtourism non è necessariamente sinonimo di affollamento, vero?
“Direi che è piuttosto un fenomeno che inizia quando i residenti iniziano a lasciare piazze, locali e mercati storici che stanno perdendo la loro identità e la loro funzione come sistema di valori di riferimento per tutta la comunità cittadina“.
Quindi meno eventi?
“No, piuttosto l’obiettivo dovrebbe essere minimizzare gli impatti negativi, soprattutto in riferimento alla mobilità sostenibile e al controllo degli accessi al centro città“.
Quali sono le principali criticità?
“Molti osservatori locali segnalano il traffico e il parcheggio come una delle criticità più percepite“.
Soluzioni?
“Parcheggi di interscambio, navette elettriche, estensione delle aree pedonali, percorsi ciclabili, incentivi al viaggio in treno“.
Ma il turismo contribuisce anche all’economia
“ Per una città come Lucca la sfida non è necessariamente aumentare il numero di visitatori, ma aumentare la durata media del soggiorno e la spesa pro capite, oltre a favorire un turismo culturale e responsabile per attrarre visitatori interessati al territorio e non solo a un turismo “mordi e fuggi““.
Laura Sartini
2026-07-25 07:14:00