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Forum Acqua Pubblica e Si-Cura: ‘Depurazione e Risorsa Idrica, Basta con la Logica Spartitoria’

7 agosto 2026 | 20:58

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Forum Acqua Pubblica e Si-Cura: “Depurazione e risorsa idrica, basta con la logica spartitoria”

L’associazione guarda al cambiamento climatico: “Mantenere l’equilibrio in un momento così difficile è una questione di sopravvivenza”

I dati relativi alla gestione della depurazione nella Piana di Lucca per l’anno 2025 accendono i riflettori su un sistema di gestione della risorsa idrica che richiede trasparenza. A lanciare l’allarme e a chiedere un cambio di passo netto è il Forum Acqua Pubblica e Si-cura, che analizza i numeri ufficiali del depuratore consortile di Porcari gestito da Aquapur Spa.

“I dati relativi alla gestione della depurazione nella Piana di Lucca per l’anno 2025 offrono una fotografia impietosa delle priorità della politica locale, troppo spesso distratta da nomine e contenziosi nei consigli di amministrazione e distante dalle vere emergenze ambientali. A partire dai numeri ufficiali del depuratore consortile di Porcari, gestito da Aquapur Spa — a cui Acque Spa e Geal Spa hanno corrisposto complessivamente 742.382 euro in base ai volumi depurati (al netto delle acque parassite) — emergono criticità strutturali che meritano un’analisi e una trasparenza immediate nei confronti dei cittadini”

Dall’esame dettagliato dei flussi e dei carichi di liquami emergono sproporzioni rilevanti tra le popolazioni residenti, le provenienze territoriali e il peso insediativo delle attività produttive. “Carico civile: Acque Spa ha conferito 2.079.649 metri cubi annui (87,64%), mentre Geal Spa ha registrato 293.225 metri cubi annui (12,36%). Il paradosso territoriale: A fronte di comuni come Porcari, Altopascio e Montecarlo con residenti inferiori o attorno ai 9mila abitanti, i volumi di liquami lucchesi gestiti da Geal rappresentano, dopo quelli di Capannori, il carico più significativo. Un flusso notevole che proviene ‘dall’estero’, ovvero da un ambito territoriale differente, confermando l’estrema interconnessione della Piana. Il peso dell’industria: il volume totale delle acque trattate dall’impianto nel 2025 ha raggiunto i 6.773.853 metri cubi. Di questi, i liquami civili rappresentano appena il 36,67%: il restante 63,33% è costituito da reflui industriali, a testimonianza del fortissimo impatto produttivo del distretto».

Di fronte a questo quadro, l’affondo dei comitati si sposta sulla gestione politica del comparto idrico, chiedendo un’inversione di rotta focalizzata sulla salvaguardia ambientale e sulla tenuta delle falde del territorio. “Di fronte a questa mole di dati, i comitati e le associazioni denunciano l’immobilismo degli amministratori pubblici. Continuare a litigare per la spartizione dei posti di potere nelle società di gestione significa voltare le spalle alla realtà. I cittadini hanno il diritto di sapere come viene gestita la risorsa idrica e quali strategie si stanno mettendo in campo per fronteggiare la scarsità d’acqua e gli effetti devastanti del cambiamento climatico. La priorità non può che essere la tutela del bilancio idrico complessivo del territorio: mantenere intatto l’equilibrio delle risorse idriche superficiali e sotterranee in un momento storico così difficile è una questione di sopravvivenza ambientale ed economica che non tollera ulteriori ritardi o distrazioni politiche“.

2026-08-07 20:58:00