
10 agosto 2026 | 17:54
Il portavoce del Coordinamento comitati ambientali della Piana: “Da illustri sconosciuti a presidente Fratres e segretario locale del PD”
La tempesta politica e gestionale attorno alle nomine pubbliche nella Piana ritorna a infiammare il dibattito locale. Al centro delle polemiche c’è la figura di Mimmo Abd Elaziz e la sua recente designazione all’interno del consiglio di amministrazione di Aquapur, la società attiva nei servizi idrici e strategica per il distretto cartario. Con una chiara presa di posizione, Liano Picchi, a nome del Coordinamento comitati ambientali della Piana, solleva gravi questioni sui criteri di scelta adottati dall’amministrazione e sulle competenze del candidato, criticando il conseguente passo indietro del sindaco.
Nel suo intervento, Picchi ricostruisce il rapido successo pubblico del neo-nominato prima di concentrarsi sul nodo delle nomine societarie. “Fino a qualche mese fa il signor Abd Elaziz era per tutti, o quasi, gli abitanti della Piana, un illustre sconosciuto. In poche settimane è balzato alla ribalta diventando presidente di un gruppo di donatori di sangue, coordinatore comunale del Partito Democratico e designato come membro del CDA di Aquapur. Una strepitosa carriera che ha lasciato dallibiti tutti coloro che da decenni orbitano attorno ai tre settori interessati. Restiamo attoniti per la facilità con cui è stato preferito a veterani della donazione, nel gruppo Fratres e a esperti politici, per quanto riguarda la sua elezione a segretario comunale del PD, non ci saremmo mai permessi di discuterne le motivazioni, né tantomeno di entrare nel merito delle decisioni prese».
L’asse della critica si sposta quindi sul rispetto dei requisiti previsti per gli incarichi negli enti e nelle partecipate. “Ciò che invece ci interessa capire, come utenti e cittadini, è il criterio con cui il sindaco l’ha designato a ricoprire l’incarico di membro del CDA di Aquapur. Il DUP (Documento Unico di Programmazione) prevede infatti che per ruoli del genere venga individuata una figura con “comprovate competenze e professionalità, per titoli di studio o per attività lavorativa o professione svolta”. Purtroppo per entrambi i casi ci risulta che il titolo di studio del candidato sia del tutto inadeguato al ruolo e la sua esperienza lavorativa, sia legata al settore dell’edilizia. Per carità, tanto di cappello ad un bravo muratore o carpentiere, quando però non pretende di ricoprire un ruolo importante in una società che fattura milioni di euro, vitale per il distretto industriale cartario e fornitore di servizi pubblici a tutti i cittadini della Piana.
La nota del coordinamento punta poi l’indice contro le giustificazioni fornite a seguito delle prime perplessità sollevate sul profilo scelto, chiedendo la massima trasparenza. “Adesso capisco bene l’imbarazzo del sindaco a rendere pubblico il curriculum e a motivare le ragioni della scelta. Ciò che invece non riusciamo a capire è la sua goffa pretesa di prenderci tutti in giro, ritirando la nomina, adducendo un’improvvisa necessità di quote rosa, di cui non si era preoccupato fino alle polemiche sorte dopo la designazione. Se pensava di spostare l’attenzione e di evitare il suo dovere di trasparenza, ha fatto male i calcoli. La nomina è avvenuta e il curriculum deve essere fornito. Ciò che rimane oscuro in tutta questa vicenda è il motivo per cui il sindaco ha preferito quel candidato a molti altri. Se invece ci sfugge qualcosa, sarà utile smentirci con prove concrete”.
2026-08-10 17:54:00
