
MADRID — José Mourinho non gira intorno al punto: dopo il Real Madrid-Inter 2-1 di Champions League al Bernabéu, la prima cosa che gli è piaciuta è il risultato. Tre punti alla prima giornata, contro «una squadra fortissima», in quella che lo Special One definisce senza esitazioni una «partita pazza».
«È stata una gara spettacolare per chi era a casa o allo stadio, non per me né per Chivu», ha detto a Sky Sport. «Poteva essere 5-0 per noi, 5-5, 7-6, 6-5… Ci sono state tantissime palle gol. Loro sono bravi, forti, per noi è stato difficile difenderci col blocco basso contro quel centrocampo. Però ogni volta che uscivamo in contropiede poteva essere gol».
Il tabellino lo conoscono tutti: Mbappé al 14′, Valverde al 23′, poi il 2-1 di Carlos Augusto al 77′ che ha riaperto tutto fino al fischio finale. Mourinho sottolinea anche il gol mancato nell’ultimo minuto del primo tempo («potevamo chiuderla sul 3-0») e ammette che l’Inter «poteva segnare prima di noi».
Sul rapporto con Cristian Chivu, ex allievo del Triplete: «L’ho abbracciato prima della partita e l’ho abbracciato dopo. Lui sa quello che sento per lui e viceversa. Durante i 90′ ci si dimentica di tutto, ora se avremo la possibilità parleremo».
E sulle critiche a Mbappé? Mourinho le spazza via: «Critiche a Mbappé perché? Ha lavorato tantissimo e ha fatto un gol importantissimo. Poteva farne altri due, ma non sono preoccupato. Secondo me sarà ancora il capocannoniere della Champions».
Prossima tappa, un’altra ex: la Roma. «Sarà emozionante tornare a Roma per la prima volta, ma sarà come oggi: emozionato solo prima e dopo». E sulla scelta di Florentino Pérez di richiamarlo al Real: «Quando è dura, aiuta José».
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