
Montecarlo – Consensi unanimi per l’edizione 2026 della Festa del Vino: sulla collina, tra fine agosto e inizio settembre, la kermesse dedicata a Bacco ha di nuovo richiamato migliaia di visitatori da tutta la Toscana. Tradizione e novità hanno camminato insieme, e i primi bilanci parlano di una manifestazione che ha retto il confronto con le attese di pubblico, produttori e amministratori.
Il banco di prova più osservato era piazza d’Armi, portata a una capienza massima di 900 posti secondo il Piano di Sicurezza e di Emergenza, con un lato riservato ai tavoli e uno agli stand. La piazza ha retto bene l’afflusso, confermando che il nuovo assetto funziona senza comprimere l’atmosfera della festa né i percorsi di emergenza previsti dal piano.
Nel centro storico hanno fatto il pieno gli aperitivi Live DiVini in piazza Carrara: occasione anche per conoscere produttori, fattorie e cantine, tra aneddoti e storie di aziende vitivinicole del paese al confine con la Valdinievole. Un pezzo di territorio che, sera dopo sera, si è raccontato al bicchiere, avvicinando chi arriva da Lucca, dalla Piana e dalle province vicine alle etichette locali.
Altro cambio di passo, la degustazione sotto le stelle: la gestione è passata dagli Amici della bicicletta al Montecarlo calcio, con assaggi di ben 80 tipi di vini accompagnati da salumi e altri piatti. Una formula che ha tenuto insieme tifo da campo e cultura enologica, moltiplicando le occasioni di sosta e di degustazione dopo il tramonto.
Sul fronte parcheggi, da sempre delicato con numeri così alti, il sistema ha filato liscio. Verso Lucca erano attivi San Giuseppe e la Fornace (davanti alla Misericordia) con navette ogni mezz’ora; verso Pescia il punto di via San Piero; sotto piazza d’Armi, il Campone è rimasto riservato a residenti e addetti ai lavori. Meno code, meno tensioni, più ordine nei flussi serali.
In attesa dei bilanci ufficiali, resta l’immagine di una festa che ha tenuto insieme sicurezza, degustazioni e accoglienza. Montecarlo conferma così il ruolo di vetrina del vino locale: piazza d’Armi a regime, aperitivi in centro e una notte di etichette sotto le stelle che ha convinto pubblici e organizzatori, lasciando sul tavolo un modello replicabile per le prossime edizioni.
Leave a Reply