
Lucca — Riccardo Scamarcio non c’era mai stato. Bastano pochi minuti e la città gli resta addosso: «Una città bellissima, è proprio un posto stupendo. Poi queste Mura, quando arrivi, sono un capolavoro».
Arrivato venerdì pomeriggio con il regista lucchese Tommaso Landucci — freschi di Mostra di Venezia con due premi in valigia — l’attore ha fatto tappa anche in redazione a La Nazione prima dell’anteprima de I figli della scimmia al cinema Astra. Sul possibile set toscano, dopo Pisa e San Giuliano Terme, sorride: «Mi farebbe molto piacere venire qui a girare un film». Landucci non esita: «Assolutamente. Ormai Lucca è una città ipercinematografica».
A Venezia il film ha preso Orizzonti per la migliore sceneggiatura (Landucci con Damiano Femfert) e la migliore interpretazione maschile proprio a Scamarcio. Nel ruolo di Dario, padre di un bambino con disabilità, l’attore racconta un’empatia rara: «Mi faceva una tenerezza pazzesca». Decisivo il rapporto con Andrea, il piccolo co-protagonista: «È nato un rapporto pazzesco, quel bambino è una forza della natura».
In sala, dice, «quando si accendono le luci ci sono molte persone in lacrime. Ma non è un film triste: è un film commovente». Per Lucca la porta resta aperta: Scamarcio l’ha scoperta da visitatore, Landucci la tiene come casa e possibile set — magari proprio sulle Mura che lo hanno conquistato al primo sguardo.
Fonte: La Nazione, 20 settembre 2026 (ore 05:41).
Marco Vannucci
Corrispondente da Lucca
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