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Viareggio, funerale di Linda: magliette bianche al Varignano e appello Fiab

Viareggio – Ieri pomeriggio la chiesa della Resurrezione di Nostro Signore, al Varignano, si è riempita per l’ultimo saluto a Linda Martinucci. Aveva 46 anni, era mamma di Asia (20) e la notte dell’11 settembre era stata travolta in bicicletta sul cavalcaferrovia Giuseppe Lombardi, quello che collega Torre Matilde a Largo Risorgimento. Il furgone che l’ha investita è fuggito senza fermarsi: il conducente, secondo le indagini, è in carcere a Pistoia.

Secondo quanto ricostruito da La Nazione, alla Messa officiata da don Luca c’erano familiari, amici e tanti viareggini. In prima panca, davanti all’altare, Asia ha seguito la celebrazione in un pianto continuo. Lei, il compagno di Linda e altri parenti e amici hanno scelto di indossare una maglietta bianca con stampata la foto della donna: un gesto semplice, visibile a chiunque entrasse in chiesa, per dire che Linda non era solo un nome nei verbali.

«C’è ora un certo desiderio di giustizia – ha detto il sacerdote nell’omelia, citando le Beatitudini – ma non è un richiamo alla vendetta, ma alla giustizia di Dio». Parole che hanno cercato di dare un orizzonte di pace in un momento in cui, ha aggiunto, «per la figlia e per tutti voi presenti non è certo così». Poi il feretro portato a spalla fino al carro funebre, accompagnato dalle canzoni che Linda amava.

Il quadro giudiziario, già raccontato nelle settimane scorse, resta quello di un’inchiesta per omicidio stradale e omissione di soccorso: il muratore moldavo di 37 anni ritenuto alla guida è ristretto a Pistoia; un secondo uomo, 33 anni, è stato denunciato in stato di libertà. In chiesa c’era anche l’avvocato della famiglia: nei prossimi giorni, secondo le cronache locali, sono previste le operazioni tecniche per ricostruire la dinamica dell’impatto.

La tragedia ha riacceso il tema della sicurezza sulle strade versiliesi. All’indomani dell’incidente la Fiab Versilia BiciAmici aveva ricordato che chi sceglie bici o piedi «deve poterlo fare senza mettere a rischio la propria vita». I numeri citati dall’associazione, dal 2010 al 2022 a Viareggio, parlano di migliaia di incidenti con feriti e di decine di morti: da qui la richiesta di limiti a 30 km/h nelle zone più frequentate e di un piano straordinario di controlli.

Linda era originaria di Torre del Lago e viveva al Varignano. Quella notte tornava a casa in via dei Campi insieme al compagno, rimasto illeso; la figlia Asia, proprio l’11 settembre, compiva vent’anni. Una comunità intera ha ripercorso quel filo – l’impatto, la fuga, l’arresto, ora i funerali – e ieri ha scelto di stare in chiesa, maglietta bianca e silenzio, per non lasciarla sola nell’ultimo tratto.

Al termine della funzione, tra abbracci e lacrime, il feretro ha lasciato la Resurrezione. Per Viareggio resta una ferita aperta e un appello concreto: meno velocità dove si pedala e si cammina, più controlli, meno nomi da aggiungere a un elenco che nessuno vorrebbe aggiornare.

Matteo Giuliani

Corrispondente da Viareggio

© Altopascio.info — Riproduzione riservata

Matteo Giuliani

Racconta Viareggio per altopascio.info. Dalle scuole alle fiere, passando per la Passeggiata a mare e i cantieri navali, tiene insieme cronaca e vita civile. Collabora con la redazione restando radicato nel territorio.

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