
Pisa — Colpo di scena sull’inchiesta Keu, il derivato dei fanghi della concia finito al centro di un maxi fascicolo ambientale: la Procura di Firenze ha impugnato i proscioglimenti del gup e chiede che si apra il processo per 17 imputati e sei società.
I pubblici ministeri Christine von Borries e Beatrice Giusti depositano un ricorso di oltre trecento pagine contro la decisione con cui, a marzo, il gup Gianluca Mancuso aveva «sgonfiato» soprattutto l’ipotesi di reato associativo. Per i pm restano indizi gravi, precisi e concordanti; per il giudice, invece, mancava la prova di un accordo stabile finalizzato a un programma criminoso.
Lo scenario ricostruito dall’accusa — con epicentro a Santa Croce sull’Arno e 13 siti sotto lente in Toscana — parla di un presunto corto circuito tra politica, imprenditoria e ambiente, con tonnellate di terre ritenute inquinate. Tra i nomi per cui si chiede il giudizio tornano anche l’ex sindaca Giulia Deidda e Ledo Gori, già capo di gabinetto del presidente della Regione Eugenio Giani, entrambi usciti di scena in udienza preliminare con formule assolutorie.
Nel frattempo resta in piedi il processo per singoli episodi di presunto inquinamento a carico di 14 imputati e quattro società: riprenderà a Firenze l’11 dicembre. Ora la Corte d’appello dovrà decidere se rimettere in gioco anche il pezzo associativo che la procura vuole riportare in aula.
Leave a Reply