
Lucca – A pochi giorni dal consiglio comunale aperto sulla Manifattura Tabacchi (mercoledì 30 settembre, ore 15), l’ex sindaco Pietro Fazzi torna a battere sul tasto della trasparenza: chi ha acquistato la «stecca centrale» tra il 2021 e il 2022, e perché l’identità dell’acquirente resta riservata?
Fazzi ricorda di aver firmato personalmente, il 31 dicembre 2002, il contratto con cui l’immobile entrò nel patrimonio comunale, dopo l’acquisto tra il 1999 e il 2002. Quando la produzione fu trasferita a Mugnano nel 2004, il Comune ereditò un complesso già in condizioni difficili: per l’ex primo cittadino non era un punto di arrivo, ma l’inizio di un progetto per sottrarre un’area strategica alla speculazione e riorganizzare le funzioni pubbliche.
«Le cicale hanno cantato inutilmente per due decenni, ora devono lasciar lavorare le formiche», è la metafora scelta da Fazzi. La Manifattura, sottolinea, vale quasi un quinto del centro storico ed è «l’ultima grande opportunità» per ripensare servizi e assetti della città. Dopo vent’anni, però, il bilancio «è sotto gli occhi di tutti».
Nel mirino finisce anche il Piuss «Lucca dentro», descritto come primo disastro: interventi senza regia complessiva, ritardi e costi che si sommano ai circa 2,5 milioni dell’acquisto e agli espropri di Mugnano. A 24 anni dall’ingresso nel patrimonio pubblico, secondo Fazzi si è ancora «al punto di partenza».
Sulle nuove proposte, compreso il progetto Polimea (ricerca, formazione, ricettivo, ristorazione, spettacolo), l’ex sindaco chiede quale beneficio concreto ne avrebbe l’intera comunità: teme un «carrozzone» autoriferito invece di servizi per cittadini e attività del centro. Prima ancora del merito tecnico, però, pone la questione che considera dirimente: la trasparenza su chi ha interessi privati e su eventuali conflitti.
Da qui la domanda secca: perché il bando comunale ha consentito di tenere riservata l’identità di chi ha comprato la stecca centrale? «A mio avviso non è accettabile». E rilancia la tesi storica: accorpare le principali funzioni comunali nell’ex Manifattura, come già indicato per l’ex Caserma Lorenzini.
Fonte: La Nazione
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