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PORCARI Trasferito il parroco, protesta a Marginone – Cronaca

Porcari (LUCCA) –


ALTOPASCIO. Non va giù ai parrocchiani il trasferimento di don Luca Piacentini, che oggi lascerà la comunità di Marginone e andrà a prestare il proprio servizio sacerdotale nella nuova chiesa di Cristo Redentore, in località “Le Case” a Monsummano. Un trasferimento osteggiato da una parte dei fedeli che hanno inviato una lettera di protesta al vescovo di Pescia.

Un caso anomalo quello della frazione di Marginone, circa 1.500 abitanti, che fa parte della Curia di Pescia (insieme ad Altopascio, Spianate e Montecarlo, mentre Badia Pozzeveri è sotto Lucca).

«Il vescovo ha fatto una scelta senza condividerla con la nostra parrocchia, facendo tutto sottotraccia, nonostante i vari incontri che ci sono stati, tutti richiesti da noi tra l’altro. Non siamo mai stati ascoltati», spiega Fabrizio Bottai a nome dei parrocchiani. Don Luca è un parroco amato da tutta la frazione, anche al di là dell’aspetto religioso: «Si è impegnato tantissimo per la nostra comunità, nell’aiutare i poveri, nel sociale, nell’assistenza, non facendo mai mancare il suo impegno non solo nell’attività liturgica. Un sacerdote sempre presente. Un gruppo così numeroso di giovani nella parrocchia di Marginone non si era mai visto, per non parlare di tutte le attività organizzate». E adesso cresce il malcontento: «Sappiamo che il vescovo ha il potere di cambiare e spostare i parroci senza dover rendere conto ad alcuno, ma non si può lasciare una parrocchia senza un futuro certo o una parola di conforto. Noi marginonini non ci stiamo a essere considerati fedeli di serie B».

Don Piacentini resterà in servizio fino a settembre, facendo spola tra Marginone e Monsummano. La nuova nomina di don Piacentini è in programma oggi alle 18. Poi dovrà essere assegnato un nuovo prelato a Marginone.

Un altro aspetto, sottolineato dai fedeli, riguarda la questione degli impegni economici della parrocchia. «C’è un mutuo che abbiamo sempre onorato con la nostra costante collaborazione attiva e una gestione attenta e oculata del parroco. Adesso temiamo una perdita di fiducia verso la Curia da parte della comunità di Marginone».

Non sono nuove le polemiche sui trasferimenti dei parroci. A Porcari nel 2013 fu necessario

l’intervento di monsignor Italo Castellani per convincere don Amerigo Marsili a restare dopo l’addio di don Andreozzi. A Camigliano invece i fedeli hanno storto la bocca per la cancellazione della messa delle 11 di domenica mattina nella chiesa del paese.

 

Fonte: Il Tirreno