

Nuovo intervento del consigliere comunale di opposizione Paolo Rontani, del gruppo Capannori Cambia, sulla procedura avviata dal Comune per la gestione decennale del Camellietum Compitese. Al centro della presa di posizione ci sono le modalità individuate dall’amministrazione per l’affidamento del giardino di eccellenza di proprietà comunale e, in particolare, il ricorso alla co-progettazione con gli enti del terzo settore.
“Abbiamo capito che l’amministrazione comunale di Capannori sta arrampicandosi sugli specchi per riuscire ad affidare il Camellietum Compitese, per almeno 10 anni, possibilmente all’associazione Centro culturale, che da sempre organizza anche la Mostra delle camelie. Nel marzo scorso – dice Rontani – era stata seguita la via della convenzione in tal senso, però il Centro culturale non l’aveva potuta firmare perché, pur essendo un ente del terzo settore iscritto al Runts, non possedeva altri requisiti essenziali per legge. L’imprevisto fu tamponato con un affidamento contrattuale temporaneo di tre mesi, in attesa di una diversa soluzione”.
Prosegue Rontani: “Ritenendo allora di potersi basare su una delibera di giunta del settembre scorso, che aveva approvato le linee di indirizzo per la gestione del Camellietum, l’inventiva comunale ha sostituito lo strumento della convenzione con quello della co-progettazione, approvando, con determina del 23 aprile scorso, un apposito avviso pubblico. Tale avviso era finalizzato a coinvolgere enti del terzo settore disponibili a presentare proposte progettuali per la gestione, cura, manutenzione e valorizzazione del Camellietum Compitese, giardino di eccellenza di proprietà comunale, per il decennio 2026-2035. Le proposte dovrebbero essere valutate da un’apposita commissione, nominata con determina del 15 maggio, che le porrà in graduatoria di merito“.
“Il problema dell’affidamento perseguito, però, non si è risolto affatto, anzi si è complicato. Infatti l’articolo 55 del decreto legislativo 117/2017, Codice del terzo settore, prevede sì la possibilità della co-progettazione, ma stabilisce pure che sia preceduta da una co-programmazione partecipata tra enti e pubblica amministrazione, che individui bisogni e interventi da soddisfare. Le attività programmatorie unilaterali, della sola pubblica amministrazione, in questo caso del solo Comune di Capannori, non sono ciò che la legge vuole – dice ancora Rontani – quando si decida di coinvolgere gli enti del terzo settore. Infatti non danno conto delle ragioni per cui l’intervento ha titolo per rientrare fra le attività di interesse generale previste in elenco all’articolo 5 del Codice, ma solo di quelle che vuole il Comune”.
Va avanti il consigliere di Capannori Cambia: “Basta però citare la recentissima sentenza del Tar Toscana numero 840 del 30 aprile 2026 che, agganciandosi chiaramente pure a pronunce del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale, non solo ribadisce che la co-programmazione partecipata, pur di procedura complessa, è indispensabile, ma anche che la co-progettazione è illegittima senza la medesima effettuata prima. Così la Provincia di Livorno si è trovata, in sentenza, l’annullamento di tutti gli atti impugnati da controparte ricorrente, compresa la delibera di programmazione unilaterale del consiglio provinciale e la dichiarazione di inefficacia dell’affidamento successivamente effettuato previa procedura di sola co-progettazione”.
“Se non viene bloccato tutto prima, sarà questa la stessa conclusione anche per la gestione decennale del Camellietum Compitese: basta il ricorso al Tar Toscana, fresco di conoscenza della materia, da parte di un ente escluso e buttiamo via tempo, soldi e immagine per aver voluto una procedura parziale e illegittima. Al Comune di Capannori, dove c’è anche un sindaco, se non sbaglio, laureato in giurisprudenza, vogliamo deciderci ad applicare le leggi correttamente? Non è difficile, ma occorre un pochino di impegno e attenzione”, conclude Paolo Rontani.
2026-05-22 17:34:00