Press ESC to close

Rotork di Porcari, 9 impiegati verso il licenziamento: l’attività si sposta all’estero

PORCARI – Iniziata la procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 9 dipendenti amministrativi. I sindacati non ci stanno e viene lanciato lo stato di agitazione: “Non permetteremo che si licenzi persone solo per delocalizzare e massimizzare i profitti in un altro luogo”.

Nuovo allarme lavoro in Provincia di Lucca. Nasce una nuova causa sindacale nel cuore della Piana, precisamente nello stabilimento Rotork Controls di Porcari, azienda leader mondiale nella produzione di attuatori e sistemi per il controllo dei fluidi e che a Porcari conta circa 125 impiegati. La direzione aziendale ha infatti iniziato formalmente una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 9 impiegati del settore amministrativo. Una decisione che ha innescato la forte reazione e l’immediata mobilitazione dei sindacati (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil di Lucca, insieme a Rsu di Rotork Controls), che hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale: “Questa operazione non è dovuta a crisi di mercato locali – affermano -, ma fa parte di una cinica strategia internazionale del Gruppo che sta colpendo, allo stesso modo, tutti i siti Rotork in Europa con l’unico scopo di ridurre i costi del personale. Rifiutiamo decisamente questo modello di business, che considera i lavoratori come semplici numeri da tagliare per il profitto globale e che impoverisce il tessuto industriale e professionale del nostro territorio. Non permetteremo che persone vengano licenziate solo per trasferire la produzione e massimizzare i profitti in un altro luogo. La solidarietà e la lotta dei lavoratori saranno la risposta a questa scelta insensata”.

Il piano di Rotork Controls, secondo i sindacati, “prevede l’esternalizzazione totale delle attività amministrative attualmente svolte a Porcari e il trasferimento di tali funzioni a hub situati in India e Romania”.

Nel corso del primo incontro, che si è tenuto presso la sede di Confindustria Toscana Nord, le organizzazioni sindacali hanno richiesto con fermezza all’azienda un immediato “ritorno indietro” e la revoca della procedura. In cambio, come affermano i sindacati, “la direzione è rimasta fermamente ancorata alle proprie posizioni, confermando la natura puramente finanziaria dell’operazione”.

Nei prossimi giorni, in concomitanza con la prosecuzione della trattativa sindacale, verranno intraprese tutte le azioni di mobilitazione necessarie: mercoledì 10 giugno inizierà lo sciopero con un presidio davanti all’azienda. Tutto questo per un obiettivo: costringere l’azienda a bloccare la procedura, salvare i 9 posti di lavoro e difendere la dignità e l’occupazione nel sito di Porcari.

2026-06-09 09:00:00