
2 luglio 2026 | 14:58
domani (3 luglio), alle 18 al Polo culturale Artemisia di Tassignano, in un incontro del Comune di Capannori assieme ad ALDES – SPAM!
Beirut vista da Beirut: a Capannori c’è l’opportunità di ascoltare la realtà del Medio Oriente direttamente da chi la vive.
Questa opportunità nasce dalla presenza nella Piana di Bassam Abou Diab, un noto attore, danzatore e coreografo libanese, nonché uno dei maggiori esperti di danze tradizionali del Medio Oriente, attualmente in residenza creativa ad ALDES – SPAM! Rete per le arti contemporanee, per lavorare lontano da Beirut, la sua città, e dalle bombe israeliane.
L’appuntamento è per domani (3 luglio), alle 18, presso il Polo culturale Artemisia di Tassignano, per un incontro organizzato dal Comune di Capannori in collaborazione con ALDES – SPAM! e l’Osservatorio per la pace e la Scuola della pace della Provincia di Lucca, per discutere e confrontarsi “sulla quotidianità e la politica del Libano attraverso gli occhi di un artista”.
“Nei giorni scorsi abbiamo organizzato con Bassam un momento dedicato al dabke, la danza tradizionale palestinese, che ha coinvolto molte persone – racconta Roberto Castello – Ora vogliamo creare un momento di confronto con lui, perché ha molte storie da raccontare sulla situazione che vive in prima persona. Non sarà solo un incontro incentrato sui drammatici eventi umani, ma piuttosto sulla complessità e le drammatiche torsioni della vita sociale e politica in Libano e nell’intera regione. È forse un’occasione unica per cercare di comprendere quella realtà complessa e le sue implicazioni sulla vita quotidiana e sull’idea di futuro di chi ci vive”.
Prima del suo arrivo a Capannori, Bassam Abou Diab aveva già iniziato a parlare della situazione in cui normalmente lavora: “Al momento, avere uno spazio fisico e mentale lontano da Beirut è estremamente prezioso – ha scritto – Vivo e lavoro in Libano, dove le persone continuano a fronteggiare la guerra, gli sfollamenti e la violenza quotidiana. Più di un milione di persone sono state sfollate e molte comunità continuano a soffrire per gli attacchi israeliani e la distruzione delle loro case, dei loro ricordi e del loro stile di vita. In queste circostanze, la possibilità di allontanarsi per un periodo di ricerca mirata non è un lusso, ma una necessità”.
2026-07-02 14:58:00
