
PORCARI (Lucca) – Il sindaco Leonardo Fornaciari torna a chiedere conti chiari sull’impianto di Salanetti. Il cantiere, sul territorio di Capannori al confine con Porcari, risulta partito. Secondo il primo cittadino, però, manca ancora il contratto della parte impiantistica. L’appello è rivolto alla nuova governance di RetiAmbiente.
«Dov’è il contratto sull’impiantistica per Salanetti?», si domanda Fornaciari. La struttura, voluta da RetiAmbiente, dovrebbe riciclare prodotti assorbenti per la persona e scarti tessili. Porcari è da tempo contraria all’opera. Ora il sindaco sposta il fuoco su un punto concreto: si può cantierizzare un edificio senza sapere chi paga, e quanto, l’impianto che ci va dentro.
Due avvii, una scadenza Pnrr
Fornaciari ricostruisce la cronologia. Il 7 gennaio è stato presentato l’inizio del cantiere. Fino a giugno, dice, non si è mosso niente. Il 23 giugno, a ridosso del termine del 30 giugno legato al Pnrr, è stato comunicato un nuovo inizio lavori. «Qual è stato, dunque, l’avvio reale? Quello di gennaio o quello di giugno?»
È la stessa domanda che, in casa, farebbe chiunque: si cominciano i muri senza il contratto dell’impianto, senza sapere quanto costerà? Il sindaco usa proprio questa analogia. Nel mezzo c’è la scadenza dei fondi europei. Dopo il 30 giugno, chiede, quanti soldi Pnrr restano e chi copre l’eventuale differenza. Il rischio, per i Comuni soci, è di ritrovarsi costi a carico della Tari o del bilancio.
I reattori da quattro metri e il capitolato da otto
Le domande, aggiunge Fornaciari, pesano di più dopo le osservazioni di Coparm, il soggetto individuato per la parte impiantistica. Già a ottobre l’azienda aveva segnalato adeguamenti ingegneristici per sicurezza e funzionalità. Il nodo più citato riguarda i reattori della linea Pap: il layout prevedeva elementi da 4 metri, il capitolato ne chiedeva da 8, per una portata di 750 chili l’ora e le prestazioni del processo autorizzato.
Non è un dettaglio da cantiere. L’impianto è stato autorizzato dalla Regione Toscana in base al decreto 62/2019 sull’End of Waste. Plastica, cellulosa e polimeri superassorbenti recuperati dai prodotti assorbenti devono cessare di essere rifiuti. Servono sterilizzazione, asciugatura e una separazione corretta dei materiali. Se i reattori cambiano misura, cambia anche il processo. Fornaciari chiede se le modifiche consentano ancora le prestazioni sulle quali è stata rilasciata l’autorizzazione, come siano state recepite le prescrizioni regionali e quanto costino gli adeguamenti.
Porcari, ente locale e socio di RetiAmbiente, aspetta risposte dalla nuova presidenza. Il cantiere, visibile a Salanetti, non chiude da solo il capitolo. Senza contratto impiantistico, per il sindaco, manca ancora la parte che conta: cosa si installa, a che prezzo, e chi paga se i fondi Pnrr non bastano.