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Pontedera, 8,3 milioni per gli argini dell’Era: in provincia 10,3 milioni per la difesa del suolo

PONTEDERA – In provincia di Pisa sono arrivati 10,3 milioni di euro per la difesa del suolo. La fetta più pesante sta tutta sull’Era, a Pontedera: più di 4,5 milioni per il secondo lotto di consolidamento delle arginature, 3,8 milioni per il terzo. Insieme fanno 8,3 milioni. Il resto del pacchetto copre il Serchio a Vecchiano, l’Arno a Castelfranco di Sotto, una frana a Buti, il Rio Brandano a Vicopisano, gli affluenti del Cascina a Casciana Terme Lari e il Botro del Pelato a Monteverdi Marittimo.

I soldi viaggiano su tre binari. Documento operativo regionale per la difesa del suolo, Piano nazionale, Pnrr. In Toscana il conto complessivo è di 113 milioni. La provincia di Pisa ne ha presi 10,3. Lo ha ricostruito QuiNews Valdera il 27 agosto, scorrendo gli elenchi dei tre programmi.

Pontedera, i due lotti sull’Era

Il Piano nazionale concentra su Pontedera gli interventi più sostanziosi della provincia. Il secondo lotto, da più di 4,5 milioni, riguarda il consolidamento delle arginature del fiume Era. Il terzo lotto, da 3,8 milioni, continua lo stesso lavoro un tratto più in là. Non è un belvedere. È il fiume che attraversa la città, gli argini che tengono quando l’acqua sale, i cantieri che devono arrivare prima della piena successiva.

Pontedera ha già visto, in queste settimane, quanto il sottosuolo cittadino sia un archivio a cielo aperto: durante i lavori sulla rete del gas in centro è riaffiorato un tratto di muro medievale vicino a Porta Pisana. Gli 8,3 milioni sull’Era sono un altro pezzo della stessa geografia: il fiume, gli argini, il rischio che da anni la Valdera misura in centimetri d’acqua e in ore di allerta.

Vecchiano, il muro del Serchio

Il cantiere Pnrr sta a Vecchiano. La Regione lo porta avanti in proprio. È il consolidamento strutturale del muro d’argine destro del Serchio, in località Pardi Molletta. Investimento complessivo: oltre 1,5 milioni. Non è un intervento comunale. È un’opera regionale su un argine che, se cede, non guarda i confini amministrativi. Pardi Molletta è il punto in cui il Serchio, già carico, deve restare dentro.

Castelfranco, Buti, Vicopisano, Casciana, Monteverdi

Nel Documento operativo di difesa del suolo le cifre si fanno più piccole e più sparse. A Castelfranco di Sotto vanno 120 mila euro per progettare il potenziamento dell’argine dell’Arno, con indagini e studi idraulici. Non è ancora un cantiere. È il progetto, le prove sul terreno, i numeri che servono per aprire poi i lavori. A Buti, poco meno di 118 mila euro per ridurre il rischio idrogeologico sul versante interessato da una frana sulla sponda destra del Rio Panicale, in località Borgarina.

A Vicopisano, 75 mila euro per la sistemazione del bacino del Rio Brandano a San Giovanni alla Vena, con l’obiettivo di ridurre e superare le criticità idrauliche. A Casciana Terme Lari, 25 mila euro per studiare le criticità degli affluenti di sinistra del fiume Cascina, nella zona della Capannina. A Monteverdi Marittimo, 57 mila euro per progettare il ripristino e l’adeguamento dell’alveo del Botro del Pelato, in corrispondenza di via delle Querciolaie.

Sei Comuni, sei problemi diversi, la stessa logica: argini, frane, fossi, progetti. A Pontedera si consolidano gli argini. A Vecchiano si rinforza un muro. A Castelfranco e Monteverdi si progetta. A Buti si tiene un versante. A Vicopisano e Casciana si mette in ordine il reticolo minore. I 10,3 milioni non chiudono il rischio idraulico della provincia. Li spostano, pezzo per pezzo, dal documento al cantiere. Fonte: QuiNews Valdera, 27 agosto 2026. Foto: lavori sugli argini (QuiNews).

Ilaria Barbieri

Corrispondente da Pontedera

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Ilaria Barbieri

Corrispondente da Pontedera. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso allo stabilimento Piaggio e il fiume Era. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.

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