
Pisa – È partita dalla Caritas diocesana, e dalla storia di una famiglia pisana, l’idea di un disegno di legge che vuole colmare un vuoto normativo: garantire un congedo straordinario ai genitori che devono assistere figli colpiti da eventi traumatici o da patologie acute temporaneamente invalidanti. Prima firmataria è la senatrice del Pd Ylenia Zambito, che ha presentato il testo insieme a Riccardo Alì e a don Emanuele Morelli, direttore della Caritas di Pisa.
Il ddl nasce «dal basso», come ha ripetuto Zambito: non da un’agenda astratta, ma dal dialogo con i cittadini e da un’istanza concreta del territorio. Il nodo è chiaro. Oggi chi si trova a seguire un figlio in lunghi ricoveri o in percorsi di riabilitazione dopo infortuni e interventi complessi non rientra automaticamente nelle tutele previste per la disabilità grave permanente (legge 104/1992). Resta, di fatto, un vuoto.
La storia di Riccardo Alì e del figlio rider
A ispirare la proposta è la vicenda di Riccardo Alì, padre di un giovane di 20 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale mentre lavorava come rider. Il ragazzo è tuttora ricoverato per gravi cerebrolesioni acquisite. La storia è giunta all’attenzione della senatrice grazie alla mediazione di don Morelli: un confronto che ha portato alla stesura del disegno di legge presentato nei locali della Caritas diocesana.
«Le persone che si ritrovano nella stessa situazione della famiglia di Riccardo Alì, che ringrazio, hanno bisogno di essere rappresentate e tutelate nel diritto di assistere i propri figli che si trovano in gravi e prolungate condizioni di salute», ha detto Zambito. «Questa è una proposta di legge che nasce dal basso, un primo importante passo nella garanzia dei diritti di queste famiglie, un “ponte” per coprire un vuoto normativo che, nei fatti, non rende facile la vita a chi si trova ad affrontare problemi del genere».
Cosa prevede il ddl Zambito
Il testo – intitolato all’istituzione del congedo straordinario per l’assistenza ai figli colpiti da eventi traumatici o da patologie acute temporaneamente invalidanti – interviene sul D.Lgs. 151/2001. Tra i punti principali:
- diritto per entrambi i genitori, in alternativa tra loro, di astenersi dal lavoro fino a un anno in caso di ricovero per patologie acute o fasi post-acute del figlio, a prescindere dall’età di quest’ultimo;
- il periodo di congedo è considerato utile ai fini dell’anzianità di servizio ed è coperto da contribuzione;
- l’accesso al beneficio avviene su certificazione di strutture sanitarie pubbliche o accreditate, con verifiche telematiche in carico all’Inps.
In sintesi: una tutela temporanea, certificata e tracciabile, per famiglie che oggi rischiano di scegliere tra lavoro e assistenza senza un quadro chiaro di diritti.
«Da vicenda privata a strumento di pubblica utilità»
Alì ha spiegato la scelta di trasformare una tragedia privata in una proposta utile a chi, in futuro, potesse trovarsi nella stessa condizione: «Tutto nasce dall’esigenza e dalla scelta di trasformare una vicenda privata drammatica in strumento di pubblica utilità. È una scelta condivisa da tutta la mia famiglia, che è servita a canalizzare le nostre energie in modo proattivo. Ringrazio la senatrice Zambito per essersi fatta “orecchio e megafono” della delicata e complessa situazione in cui ci troviamo noi genitori con figli che hanno subito gravi traumi e devono affrontare lunghissimi percorsi di recupero».
Un ringraziamento condiviso è andato a don Emanuele Morelli, che ha favorito il confronto tra famiglia e istituente e ha ospitato la presentazione. Da Pisa, dunque, parte uno spunto normativo nazionale: ora il ddl dovrà fare il suo percorso parlamentare. Per le famiglie che vivono ricoveri lunghi e riabilitazioni pesanti, il messaggio della senatrice è netto: l’assenza di tutele specifiche non può restare la regola.
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