
PISA — Otto gol in cinque giornate: per il Pisa di Paolo Bianco il conto difensivo della Serie B comincia a pesare. Dopo il 2-2 di Mantova, dove Vlahovic ha gelato i nerazzurri al terzo minuto di recupero, il rammarico non è solo per i tre punti sfumati: è per quel quarto d’ora iniziale ancora una volta “regalato” agli avversari.
Al «Martelli» la linea a tre, con Caracciolo a marcare Gliozzi, non era così alta come nelle uscite precedenti. Eppure un pallone in verticale ha di nuovo tagliato fuori la retroguardia: l’ex attaccante ha preso il tempo al capitano e si è presentato a tu per tu con Confente. Stessa musica vista con l’Entella (due reti da verticali) e nell’azione del gol del Catanzaro.
«Questa maledetta palla in verticale» è il nodo tattico che Bianco dovrà sciogliere in sosta. La transizione soffre, il filtro a centrocampo sembra sottile, e nei minuti di recupero — quando gli schemi saltano — Vlahovic è rimasto troppo solo sul secondo gol mantovano. Otto reti subite in cinque partite, per una squadra che storicamente «non subisce tanto», sono un campanello d’allarme.
Non tutto è nero: al Martelli, al netto delle due reti, Confente ha dovuto intervenire poco; Primasso ha confermato la solidità vista al Franchi; Canestrelli è cresciuto. Bianco avrà tre settimane — nazionali e un’amichevole in programma — per raffinare i dettagli. Il rebus della difesa, però, resta il primo da risolvere prima del ripartire della cadetteria.
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