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Altopascio, Marchetti affonda la maggioranza sullo Statuto: «Metodo da regime totalitario». E rinfaccia «la figuretta del fotovoltaico»

ALTOPASCIO — La partita sullo Statuto comunale non si chiude con la replica della maggioranza. Anzi, si infiamma. Oggi, giovedì 8 ottobre, il consigliere comunale d’opposizione Maurizio Marchetti risponde punto su punto ai gruppi che sostengono l’amministrazione, che ieri avevano parlato di «un’occasione persa» e attribuito alla minoranza lo stop alle modifiche. La sua versione è opposta: la colpa, dice, è tutta della maggioranza.

«Non siamo stati noi a bloccare lo Statuto»

«I consiglieri comunali di maggioranza dimostrano ancora una volta la loro incapacità a dire la verità e a comprendere che ci sono meccanismi democratici da considerare», attacca Marchetti. «Non siamo stati certo noi a impedire l’approvazione del provvedimento di modifica dello Statuto del Comune di Altopascio, come hanno affermato: la responsabilità va ricercata nel comportamento della stessa maggioranza».

E il consigliere non risparmia una stoccata che richiama un altro scontro recente: «Dopo la figuretta del fotovoltaico, ancora una volta un loro infelice comunicato mi obbliga a ripristinare la verità».

Il nodo del metodo: tutto in un unico pacchetto

Per Marchetti, al di là dei numeri, il punto più grave è come si è arrivati al voto. Un metodo che definisce «poco trasparente, autoritario, più adatto a un regime totalitario che a un’assemblea democratica come dovrebbe essere l’amministrazione di un paese come Altopascio».

L’accusa è precisa: le modifiche a quella che il consigliere chiama «una sorta di Costituzione comunale» sarebbero state presentate senza una discussione preliminare, obbligando di fatto l’aula a votare il pacchetto completo. «Con la solita arroganza e presunzione – sostiene – si è rivelato l’ennesimo boomerang».

La norma Unicef che l’opposizione voleva votare

Tra le novità c’era anche l’adesione al programma Unicef Città amiche dei Bambini e degli Adolescenti, il nuovo articolo sui diritti dell’infanzia. Ed è proprio qui, secondo Marchetti, che si poteva trovare l’accordo: l’opposizione aveva chiesto di scorporarla dal resto. «Avremmo approvato questa variazione, in attesa di discutere le altre», assicura, ricordando di aver già votato a favore dell’adesione a suo tempo, pur citando la vicenda giudiziaria di un minore allontanato dalla famiglia che, nella sua ricostruzione, ha visto il Comune condannato in primo grado.

«Quando toccò a noi, coinvolgemmo le minoranze»

Il consigliere rivendica anche un precedente: «Ricordo ai consiglieri di maggioranza che quando abbiamo modificato noi lo Statuto comunale, abbiamo coinvolto sempre le minoranze. Il minimo in una situazione come questa». Poi l’affondo finale sulla giunta guidata da Sara D’Ambrosio: «D’Ambrosio e compagnia hanno dimostrato ancora una volta tutti i loro limiti e la loro insofferenza per il confronto». Un’impostazione che, chiude Marchetti, «non piace nemmeno alla stessa maggioranza».

Il testo, come annunciato dalla maggioranza, tornerà in Consiglio per le votazioni successive previste dalla legge, dove il quorum richiesto sarà più basso. Ma il clima, a giudicare dagli ultimi comunicati, resta rovente.

Paolo Conti

Corrispondente da Altopascio Montecarlo

© Altopascio.info — Riproduzione riservata

Paolo Conti

Da Altopascio segue la cronaca per altopascio.info, con attenzione a scuole, circoli e alle frazioni lungo la piana. Preferisce pezzi asciutti, verificati sul posto.

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