
Le svastiche sono durate un paio di giorni. Questa mattina, sabato 17 ottobre, a Viareggio il murale «Essere umano, essere partigiano» è tornato com’era: cittadini, attivisti e associazioni si sono ritrovati davanti al muro lungo la ferrovia per coprire i simboli nazisti e restaurare l’opera dedicata a Didala Ghilarducci e a Ciro Bertini, detto Chittò.
La notizia, riportata da TGRegione, chiude in poche ore la parentesi aperta dallo sfregio: sul dipinto erano comparse svastiche, croci celtiche e offese, un gesto che avevamo raccontato nei giorni scorsi e che aveva provocato una condanna unanime da parte di maggioranza, opposizione, associazioni e semplici cittadini.
L’appello e la risposta della città
A chiamare a raccolta Viareggio sono stati il Cantiere Sociale Versiliese e l’Assemblea antifascista di Viareggio, che avevano lanciato un appello pubblico: appuntamento la mattina di sabato per cancellare svastiche e celtiche e rimettere in sesto il murale. L’invito, riferisce la fonte, è stato accolto subito. Nell’immagine diffusa insieme alla notizia si vedono decine di persone radunate in strada davanti all’opera, accanto a striscioni con la scritta «No pasaran».
«Le svastiche e le celtiche si coprono, la ferita alla città resta», ha commentato Jan Vecoli, ex presidente provinciale dell’Arci, sintetizzando il sentimento di chi era presente.
Un’opera nata poco più di un mese fa
Il murale porta la firma dell’artista Roberto Diatz ed era stato realizzato poco più di un mese fa sul muro che corre lungo la ferrovia, la barriera eretta dopo la strage del 29 giugno 2009. Un luogo carico di memoria per la città, scelto per raccontare due figure della Resistenza versiliese.
Ciro Bertini, il partigiano Chittò, cadde il 28 agosto 1944 a Gualdo in un agguato teso dai soldati tedeschi. Sua moglie, Didala Ghilarducci, è rimasta una figura storica della Resistenza in Versilia fino alla scomparsa, nel 2012.
Il restauro rimette a posto i colori, ma non risponde alla domanda rimasta aperta dal giorno dello sfregio: chi ha imbrattato il murale. Su questo, finora, dalla fonte non emergono novità.
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