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Montecatini, le Terme a un passo dall’asta con oltre 40 milioni di debiti da coprire. Il sindaco: «Sono in stato di abbandono». Domani il verdetto della commissione

Il conto da saldare supera i 40 milioni di euro, il tempo perso si misura in anni. Le Terme di Montecatini sono arrivate al passaggio che può sbloccare la vendita all’asta del loro patrimonio, e il sindaco Claudio Del Rosso non usa giri di parole: le Terme, è il suo appello rilanciato oggi dal Tgr Toscana, sono «in stato di abbandono».

La data da segnare è quella di mercoledì 21 ottobre. Le schede sugli immobili termali finiscono sul tavolo della Corepacu, la Commissione regionale per il patrimonio culturale del ministero, chiamata a dare il parere vincolante: senza quel via libera, l’asta non si può bandire.

«In ritardo di almeno quattro anni»

Che sia il momento decisivo lo aveva detto lo stesso Del Rosso nei giorni scorsi, in apertura del consiglio comunale, come riportato dal Tirreno. «Arriviamo a questo giro di boa in ritardo di almeno quattro anni», aveva spiegato il sindaco, ringraziando la Soprintendenza di Lucca per aver preparato in otto mesi una documentazione che, secondo lui, avrebbe richiesto almeno due anni. Alla domanda del consigliere Alessandro Sartoni su quando uscirà il bando, la risposta era stata una battuta: «La mia speranza è che l’asta venga bandita il 22 ottobre». Ma prima, aveva precisato, bisogna capire cosa esce dalla commissione.

Il calendario, del resto, è già slittato: a fine settembre la pubblicazione del bando per la vendita a singoli lotti era attesa per il 15 ottobre.

Due aste deserte e chi è pronto a comprare

La società, partecipata al 67% dalla Regione Toscana e al 33% dal Comune, è in concordato preventivo omologato nel luglio 2023 dopo che le banche, nel 2022, avevano chiesto la liquidazione giudiziale. Le due maxi aste per l’intero patrimonio, da 42 e poi da 35 milioni, sono andate deserte tra il 2024 e il 2025. E secondo Del Rosso, mancando il parere della commissione, non sarebbero nemmeno state regolari.

Stavolta il quadro delle offerte, ricostruito dal Tirreno, è diverso. La Regione punta a Tettuccio, Regina ed Excelsior per 17,5 milioni. La Apt Terme dell’imprenditore Claudio Cardini ha messo sul piatto circa 15 milioni soprattutto per Leopoldine e Salute. Il Comune guarda alla Torretta, alle Serre Calde e alla Capanna Spazzini, la Fondazione Caript alle Tamerici. In tutto, circa 35 milioni.

E l’interesse c’è: le ex latrine Fortuna in pineta, con base d’asta di 42mila euro, sono state aggiudicate a 162mila, quasi quattro volte tanto.

Le domande che restano

Se domani arriverà il sì della commissione, quanto tempo servirà davvero per pubblicare il bando e aprire le buste? E in che condizioni arriveranno all’asta edifici che lo stesso sindaco definisce abbandonati? Per Montecatini, che sulle Terme ha costruito la propria storia, sono le domande dei prossimi mesi.

Enrico Taddei

Corrispondente da Montecatini Terme

© Altopascio.info — Riproduzione riservata

Enrico Taddei

Copre Montecatini Terme per altopascio.info da diversi anni. Si occupa di cronaca locale, servizi e cultura, con un occhio particolare agli stabilimenti termali e la funicolare. Lavora a contatto con lettori, circoli e amministratori, restando indipendente.

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