
Si erano affidate a lui per una visita, un controllo, un esame specialistico. Ora, secondo l’accusa, quelle visite nascondevano altro. Un ginecologo che lavora nel Lucchese non potrà esercitare la professione medica per dodici mesi: lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca, che ha accolto la richiesta della Procura e firmato nei suoi confronti una misura cautelare interdittiva.
A notificargli il provvedimento, come comunicato oggi, giovedì 22 ottobre, dal Comando provinciale dei carabinieri, sono stati i militari della stazione di San Concordio, che hanno condotto le indagini insieme al personale della polizia municipale in servizio nella sezione di polizia giudiziaria della Procura.
Le querele delle pazienti, una era minorenne
L’inchiesta riguarda presunti abusi e reati contro la libertà sessuale che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati commessi negli ambulatori durante visite ed esami. Tutto è partito dalle querele e dalle dichiarazioni di alcune pazienti, tra le quali una ragazza che all’epoca dei fatti era minorenne.
Le donne hanno raccontato di manovre e comportamenti che, a loro dire, non avevano nulla a che fare con le normali procedure ginecologiche, fino a denunciare presunti atti sessuali compiuti senza consenso. In uno degli episodi segnalati, sempre secondo le denunce, sarebbe stato usato anche un anestetico locale.
Gravi indizi e rischio di reiterazione
Dopo le querele sono partiti gli accertamenti. Secondo gli investigatori, gli approfondimenti avrebbero fatto emergere ulteriori elementi a riscontro di quanto riferito dalle pazienti. Valutato il materiale raccolto, il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza richiesti dalla legge e il pericolo che le condotte possano ripetersi: da qui l’interdizione temporanea dall’attività medica.
Nel loro comunicato i carabinieri sottolineano come siano state proprio le denunce delle pazienti a permettere di avviare le verifiche. Il nome del medico non è stato reso noto.
Siamo nella fase delle indagini preliminari: la misura è cautelare e non equivale a una condanna. Per il professionista, come per chiunque, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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