
Una telefonata, un finto ufficiale dell’Arma, una storia di rapine e tribunali. E sul tavolo di casa, pronti da consegnare, circa 700 grammi di oggetti d’oro. Il copione della truffa era quello classico, ma stavolta a Lucca il finale lo hanno scritto gli agenti della Squadra Mobile: il ragazzo di 19 anni mandato a ritirare il bottino è stato arrestato sulla porta, mentre era ancora in videochiamata con il complice che lo guidava passo passo.
La telefonata del «tenente»
Tutto è iniziato con una chiamata a una donna che vive nel territorio lucchese. All’altro capo del telefono un uomo si è presentato come tenente dei carabinieri e le ha raccontato che la sua auto era rimasta coinvolta in una rapina. Per questo, ha spiegato, un funzionario del tribunale sarebbe passato da casa sua per controllare la provenienza dei preziosi e dei contanti che aveva in casa.
La donna ci ha creduto e ha fatto quello che le era stato chiesto: ha raccolto i suoi gioielli, circa 700 grammi d’oro secondo quanto riferito dalla Questura, e li ha preparati per la verifica.
Gli agenti appostati sotto casa
Nel frattempo, però, al 112 era arrivata la segnalazione del tentativo di raggiro. Gli investigatori della Squadra Mobile si sono appostati vicino all’abitazione e hanno aspettato. Poco dopo si è presentato il giovane, pronto a portarsi via l’oro. Gli agenti lo hanno bloccato sul fatto, nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre.
Il dettaglio che racconta come lavorano queste bande: il 19enne, italiano, aveva ancora il telefono in mano, collegato in videochiamata con il complice che gli stava dando le indicazioni per arrivare a casa della signora.
Arresto e direttissima
Portato in Questura per l’identificazione, il ragazzo è stato arrestato per truffa aggravata dall’aver indotto la vittima a credere di dover eseguire un ordine dell’autorità. Dopo una notte nelle camere di sicurezza, l’autorità giudiziaria ha disposto il giudizio con rito direttissimo. Resta da individuare chi, dall’altra parte dello schermo, tirava le fila.
Un promemoria che vale per tutti, soprattutto per chi ha genitori o nonni anziani: nessun carabiniere, poliziotto o funzionario del tribunale chiede per telefono di preparare gioielli o contanti. Davanti a una richiesta del genere si riattacca e si chiama subito il 112.
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