
L’immagine della Lucca ricca e piena di risparmi si incrina. Secondo l’ultimo rapporto di Ires Toscana, «La Toscana nascosta», ogni famiglia della provincia ha in media 7.971 euro di debiti al consumo: un dato che colloca la Lucchesia all’ottavo posto in Italia. Nella top ten nazionale ci sono anche Massa, Pistoia e Pisa.
Il quadro regionale non è più rassicurante. In Toscana sono 2,18 milioni le persone con un debito, il 69,2%, più della media nazionale. Più di un toscano su due, il 52,8% (circa 1,65 milioni), ha un finanziamento aperto con una società finanziaria, con una rata media di 290 euro al mese. La cessione del quinto dello stipendio o della pensione conta ormai 160mila contratti, quasi l’8% della popolazione attiva.
«Credito di sopravvivenza»
A cambiare è soprattutto il motivo per cui si chiede un prestito. «Non è più il credito per il divano o l’auto – spiega l’autore dello studio, Filippo Torrigiani –: è credito di sopravvivenza per spesa alimentare, affitto, bollette, cure». Ogni anno oltre 60mila toscani si rivolgono a banchi dei pegni e Compro Oro. E il fenomeno arriva anche ai più giovani con il «Buy Now Pay Later», il compra ora e paga dopo.
Il rapporto parla di una «americanizzazione strisciante»: i finanziamenti prendono il posto della crescita dei salari e il rischio passa dalle tutele collettive alle spalle del singolo.
L’allarme usura
Il passaggio più inquietante riguarda l’usura. In Toscana tra 40mila e 50mila posizioni, tra famiglie sovraindebitate e microimprese, sono considerate ad «alto rischio usura» perché ormai fuori dai normali canali bancari. E secondo lo studio il 10,6% di commercianti e piccoli imprenditori, tra 8mila e 10mila partite Iva, è già finito nella rete di usura ed estorsione.
La Cgil: «Persi migliaia di posti nell’industria»
Il commento del segretario generale della Cgil Lucca, Fabrizio Simonetti, è amaro. «Lucca era storicamente una provincia ricca, dove le famiglie avevano mediamente consistenti risparmi – ricorda –. Anche per questo era sede di numerose aziende di credito, che però negli ultimi anni hanno chiuso numerosi sportelli». Secondo il sindacato, tra il 2014 e il 2024 la provincia ha perso migliaia di posti di lavoro nell’industria, spostati nel terziario con salari molto più bassi. «Ora i dati sull’indebitamento collocano la provincia di Lucca all’ottavo posto nazionale per debito al consumo – conclude Simonetti –. Un segnale allarmante sulle prospettive future delle nostre famiglie».
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