
I lavori a Salanetti per costruire l’edificio che ospiterà il famoso impianto per il riciclo di prodotti assorbenti per l’igiene personale e i rifiuti tessili avranno inizio a breve. Tuttavia, la notizia principale è che la minaccia della scadenza di fine giugno per completare l’opera senza perdere i finanziamenti, non sarà immediatamente attiva.
Dal Municipio di Capannori si afferma che a livello nazionale, in accordo con il Ministero, ci sarà una proroga per i progetti del PNRR, inclusi gli interventi nelle scuole e anche quelli relativi a questo tipo di impianti. Questi sono circa dieci in Italia in attesa di iniziare. Inoltre, sarà sufficiente che i lavori siano iniziati. La conclusione dell’intervento e i collaudi potranno avvenire anche dopo il 30 giugno. Molte persone si sono chieste qual è il destino della struttura, alla vista dell’area deserta. Infatti, come ricorderete, prima si prevedeva di iniziare prima di Natale, poi a Capodanno, e niente nemmeno dopo Pasqua. L’autorizzazione era arrivata nell’estate del 2025. L’avvio informale è avvenuto il 7 gennaio 2026. Poi più niente. Anche se era stato necessario attendere la risposta del Tar alla fine di febbraio. Da allora tutto era rimasto fermo. Come è evidente dalle foto. Dopo 92 giorni di attesa. E con la scadenza di giugno per i finanziamenti del PNRR (circa quindici milioni), l’opera è ancora in stallo. Tuttavia, dal Comune di Capannori arrivano rassicurazioni. Sarà sufficiente iniziare i lavori entro la fine di giugno.
Da Porcari invece aumentano i dubbi. Come quelli espressi recentemente dal sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari: “Dai documenti acquisiti – spiega il sindaco Fornaciari – ci sono problemi. Per questo motivo, abbiamo chiesto alla Regione una verifica seria: prima di procedere, è necessario capire se questo impianto può essere realizzato in modo sicuro e sostenibile. Diversi mesi dopo l’autorizzazione, non tutti i contratti sono disponibili e questo – aggiunge il primo cittadino – suscita dubbi. Emergerebbero anche vari problemi tecnici e incongruenze: ad esempio, le macchine principali sembrerebbero più piccole rispetto a quanto previsto dal contratto, con il rischio di non garantire la capacità di trattamento richiesta. A questo si aggiungono dubbi sulla sostenibilità economica, in quanto non emergono documenti aggiornati che tengano conto dei costi più elevati. Quindi chiediamo alla Regione di fare chiarezza – conclude Fornaciari – verificando se l’opera è realmente fattibile e come si procederà nel caso in cui non lo sia. Attualmente, i lavori non sono ancora iniziati”.
La questione rimane aperta su due fronti: quello legale, con il Tar che ha dato ragione alla Regione e il Comune che ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato; l’altro riguarda la possibilità reale di costruire e far funzionare la struttura.
Massimo Stefanini
2026-04-09 06:14:00