
GROSSETO – A poche centinaia di metri da Comune, Provincia, Prefettura e Tribunale c’è il carcere di via Saffi. Per don Enzo Capitani, cappellano da quarant’anni, quelle mura restano «a migliaia di chilometri» dalla vita della città. Lunedì 24 agosto ha inviato alle istituzioni la lettera aperta «Oltre il silenzio»: basta parole, serve il nuovo istituto. Mercoledì il deputato di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi, anche assessore all’urbanistica, ha risposto: 46,53 milioni già stanziati, 200-250 posti, indagini sull’area della ex caserma Barbetti entro il 2027. Azione, il giorno prima, aveva accusato Governo e istituzioni di non prendere posizione.
La casa circondariale ottocentesca ha 15 posti regolamentari. Nel 2025 il sovraffollamento è arrivato al 173 per cento, il dato più alto della Toscana. Dentro, direzione, polizia penitenziaria, educatori e sanitari tengono in piedi alfabetizzazione, formazione e lavoro. Fuori, scrive don Enzo, si parla di videosorveglianza e sicurezza. «La sicurezza non dipende, se non marginalmente, dagli strumenti di controllo, ma dal progetto educativo e formativo che può essere svolto nel carcere». Senza fondi e percorsi di recupero, avverte, le celle restano «luoghi di degrado della dignità umana», con la violenza, anche autolesionista, come conseguenza.
Barbetti, 46 milioni e lo scontro con Azione
Del trasferimento all’ex caserma Rotilio Barbetti, in via Senese, si parla da decenni. Nel gennaio 2024 il Demanio ha consegnato l’immobile al Ministero della Giustizia. Nel settembre 2025 il sottosegretario Andrea Delmastro ha fatto un sopralluogo con Rossi, sia in via Saffi sia alla Barbetti. Allora si parlava di poco più di 11 milioni e oltre 200 posti. Oggi Rossi alza l’asticella: «Le risorse necessarie sono già stanziate». In corso l’affidamento delle indagini preliminari sull’area: progetto a gennaio 2027, esecuzione indicativa a maggio-giugno 2027. Poi la progettazione dell’istituto.
Azione, il 25 agosto, aveva detto che sull’appello di don Enzo «da istituzioni e da Governo nessuna presa di posizione». Rossi replica: «Si può chiedere di accelerare, ma non si può negare ciò che è stato fatto. Risorse stanziate, area acquisita, procedure avviate». Il cappellano, dal canto suo, ha chiuso con una stoccata: «Non facciamo fare al nuovo carcere la stessa fine che sta facendo l’adeguamento dell’Aurelia».