
LUCCA – Serena Mammini, consigliera comunale ed ex assessora all’urbanistica, risponde con una lettera aperta a Luca Menesini sul dossier LuccArena. Il presidente del consiglio comunale di Capannori, favorevole all’arena ma critico sulla localizzazione e sulla «mancanza di una visione» del capoluogo, aveva chiesto una prospettiva più sovracomunale. Mammini sposta il confronto: Lucca, dice, una visione urbanistica ce l’ha, ed è già scritta negli strumenti di pianificazione.
Piano strutturale, Piano operativo, Regolamento edilizio
«Su localizzazione, dimensionamento e rapporto con il sistema della mobilità sarebbe certo utile discutere. Soprattutto quando si parla di un intervento di queste dimensioni e di una struttura con un bacino che va oltre i confini comunali. La tua premessa però – scrive Mammini rivolgendosi a Menesini – mi ha fatto riflettere: la mancanza di una visione della città».
«Perché Lucca, il capoluogo, una visione urbanistica ce l’ha, ed è tradotta nei suoi strumenti di pianificazione: Piano strutturale, Piano operativo e anche nel Regolamento edilizio. Strumenti che hanno una storia, iter complessi, risultato di un lungo percorso partecipativo, politico e amministrativo, che attraversa addirittura più amministrazioni. Lucca, e non possiamo dire la stessa cosa di altri Comuni vicini, ha i suoi “nuovi” strumenti urbanistici. E cosa sono gli strumenti urbanistici se non la traduzione di una certa visione di città?»
«Si può ritenere che quella visione oggi non sia più sufficiente, che debba essere aggiornata o che se ne debba proporre una diversa. È esattamente questo il confronto politico che può e deve esserci. Ma dire che una visione non c’è è un’altra cosa. E occorre fare attenzione. Il progetto del LuccArena, se non mi sbaglio, è stato presentato all’interno di un’operazione più ampia di trasformazione dell’area, insieme al Parco fluviale, agli impianti dell’Acquedotto, al Foro Boario e al Parco dell’Infinito. Un percorso che si innesta, tra l’altro, anche su progetti e finanziamenti molto importanti avviati dalla precedente amministrazione».
Piana integrata e confronto tra idee di città
«E se concordiamo sul fatto che un’opera di questa dimensione debba essere letta in una prospettiva sovracomunale, forse vale la pena spingersi un po’ più in là. La Piana – prosegue Mammini – è di fatto una realtà urbana fortemente integrata: mobilità, servizi, ambiente, lavoro e infrastrutture non si fermano ai confini amministrativi. È un tema sul quale prima o poi chi farà politica e amministrerà dovrà interrogarsi seriamente, anche rispetto alla frammentazione amministrativa e alla possibilità di costruire forme di governo più unitarie».
«Discutere quindi è necessario, soprattutto sulle grandi trasformazioni. Ma deve seguire anche la capacità e il coraggio, di decidere e di realizzare, oppure ammettere che va tutto bene così. Se oggi Lucca sconta ancora un ritardo sul piano infrastrutturale e della viabilità, forse una delle ragioni è proprio che negli anni, a discussioni infinite, soprattutto a ridosso di scadenze elettorali, è seguita poca concretezza. Ma tanta polemica, troppa».
«Il confronto è certamente utile, anche se oggi il LuccArena non è più soltanto un’ipotesi: mi pare che il primo intervento sia stato aggiudicato e si appresti a entrare nella fase di cantiere, mentre per la seconda arena il percorso è già in una fase avanzata. Si può dunque discutere se questa sia la visione giusta, se sia sufficiente e se la localizzazione del LuccArena sia quella migliore. Ma forse il punto di partenza dovrebbe essere un altro: non la contrapposizione fra chi ha o non ha una visione, ma il confronto fra diverse idee di città e la coerenza delle scelte che ciascuno propone rispetto ad esse. Lucca la sua visione l’ha pensata, discussa, scritta e approvata».