
TIRRENIA (PISA) – A un giorno dalla sospensione di 15 giorni della licenza di pubblico spettacolo, i gestori del Monkey Beach Club rispondono punto per punto. Il provvedimento del questore, ex articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, era stato reso noto sabato 29 agosto dopo «numerosi esposti e segnalazioni» della stagione estiva. Domenica 30 agosto la direzione del locale ha diramato un lungo comunicato, ripreso da PisaToday e dal Tirreno: «Ci vengono attribuiti fatti ed episodi rispetto ai quali ci riteniamo assolutamente estranei».
Il tono è amaro. «Ebbene sì, Pisa è una città per vecchi», scrive la direzione, collegando la chiusura temporanea all’ordinanza del sindaco Michele Conti sugli orari di musica e alcol negli stabilimenti del litorale, pubblicata lo stesso giorno della notifica. «Con il mese di settembre, è deciso: alle due tutti a letto». I gestori temono che i due provvedimenti, presi insieme, spingano la costa pisana verso «la più grande residenza per anziani d’Italia». Aggiungono di sperare di sbagliarsi, e che l’amarezza nasca anche dalla sensazione di essere colpiti per responsabilità che non riconoscono come proprie.
I due episodi di aggressione, secondo il locale
La Questura aveva dato «particolare rilievo» a due aggressioni a poco più di un mese di distanza, «direttamente riconducibili alla frequentazione del locale». Nella ricostruzione dei gestori il primo riguarda un addetto alla sicurezza dipendente di un’azienda che lavora anche per il Monkey: «Quella sera l’addetto aveva terminato il proprio lavoro alle 4 del mattino. La rissa, tuttavia, non è avvenuta all’interno del nostro locale, né nelle sue immediate vicinanze: è accaduta a quasi un chilometro di distanza e alle 6 del mattino». Si chiedono se la stessa logica varrebbe per un’officina, un supermercato o una farmacia, oppure soltanto per le discoteche.
Il secondo episodio, sempre secondo il comunicato, riguarda due clienti che dopo la chiusura «hanno deciso di venire alle mani per motivi personali» a oltre 500 metri dall’ingresso, «in una zona non sorvegliata da noi perché collocata sulla pubblica via». Il parallelo proposto è con lo stadio: se due spettatori litigano fuori dopo una partita, non si chiude l’Arena per 15 giorni. La Questura, nella nota di sabato, aveva invece parlato di sviluppi «nelle immediate adiacenze» e di avventori molesti dentro e intorno al locale. Restano due versioni distinte degli stessi fatti.
Bottiglie, quiete pubblica e quasi cinquanta dipendenti
I gestori contestano anche il collegamento con lanci di bottiglie in giardini «a oltre un chilometro» e in orari mattutini, «quando il Monkey era chiuso da tempo». Ricordano che dentro non si possono introdurre bottiglie e che «nessuno dei nostri clienti può uscire portando con sé bevande, neppure un semplice bicchiere di plastica». Sugli esposti per disturbo della quiete alle 5 o alle 6 del mattino chiedono: perché presumere che quei ragazzi fossero clienti del Monkey e non di una pizzeria, di un ristorante o di un bar?
Dal lato operativo, la direzione sostiene di non aver avuto «un solo episodio di rissa all’interno del locale» per tutta l’estate e di aver investito in vigilanza, videosorveglianza e formazione. Da maggio a oggi, scrive, ci sono stati «oltre 10 sopralluoghi ispettivi» di Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco, Asl e altri enti, «senza verbali, multe o sanzioni». Il rammarico maggiore è per «un gruppo di quasi cinquanta ragazzi» che perderanno 15 giorni di paga: «Per altri quei 15 giorni potrebbero fare la differenza tra arrivare alla fine del mese oppure no».
Il provvedimento «verrà contestato nelle sedi opportune». I gestori ribadiscono collaborazione con le forze dell’ordine e disponibilità a fornire al questore «ogni chiarimento». Li preoccupano di più «i segnali politici» sugli orari: «Avranno ripercussioni economiche sull’intero litorale». Chiudono con una nota personale: sarebbero dispiaciuti di dover «cercare una nuova casa» al Monkey, e più ancora se Pisa rinunciasse a «essere una terra capace di accogliere, far divertire e dare opportunità ai giovani». Questo pezzo riporta il comunicato dei gestori (via PisaToday e Tirreno) a confronto con la nota della Questura già resa pubblica; non dispone di altri elementi indipendenti sulla dinamica delle due aggressioni oltre a quanto dichiarato dalle parti.