Press ESC to close

Usa: «Abbiamo iniziato a colpire obiettivi iraniani a Hormuz». Trump minaccia Teheran

WASHINGTON – Alle 18 ora italiana le forze americane «hanno iniziato a colpire target del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie in Iran», vicino allo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli attacchi, ha aggiunto, seguono «i recenti tentativi di aggressione» dei Pasdaran contro il traffico mercantile nello stretto e contro il personale militare americano nella regione. Poco prima Axios aveva anticipato i raid citando un funzionario Usa.

La televisione di Stato iraniana Irib ha riferito di esplosioni a est di Bandar Abbas: più di cinque vicino al villaggio di Masan, sull’isola di Qeshm, e altre quattro nello stretto. Un responsabile della provincia di Hormozgan ha detto che, al momento, non risultano feriti. Sempre Irib ha poi parlato di un attacco all’aeroporto civile di Jiroft, in provincia di Kerman, nel sud-est del Paese.

Donald Trump, su Truth, ha definito i raid «massicci e potenti» e li ha collegati al fallito tentativo iraniano di piazzare mine nello stretto (poi rimosse o fatte brillare) e al lancio di otto missili, tutti abbattuti, contro una base americana in Giordania. «Se l’Iran dovesse reagire», ha scritto, «subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata». Intervistato da Fox News ha aggiunto che gli alleati del Golfo erano stati avvertiti e che la portaerei George Washington è «carica fino all’inverosimile».

Risposta immediata da Teheran. Il portavoce dei Pasdaran, Sardar Mohebi, ha avvertito che «una punizione severa attende gli aggressori» e che gli Stati Uniti «si pentiranno» dei nuovi attacchi. Lo Stato Maggiore delle Forze armate iraniane ha detto che colpirà «il nemico americano». A New York il petrolio ha chiuso in forte rialzo, sopra i 90 dollari al barile.

La Redazione

La Redazione

© Altopascio.info — Riproduzione riservata